Da quasi 13 mesi si erano perse completamente le tracce di un uomo di Torre del Greco e i familiari non avevano mai smesso di cercarlo. L'uomo, Gennaro Trapanese, era invece deceduto il giorno stesso della sua scomparsa e il suo corpo era stato deposto in una cella frigorifera del Secondo Policlinico di Napoli.

La sconvolgente scoperta è stata fatta dai parenti del 50enne pochi giorni fa, in seguito al riconoscimento di un corpo, sconosciuto fino a poco prima, a cui la Polizia cercava di dare un nome. Del caso si era occupato anche il programma di Rai 3 "Chi l'ha visto", che aveva dedicato al caso un certo spazio televisivo.

La scomparsa di Gennaro

Un giallo ancora avvolto nel mistero è quello che ha coinvolto la famiglia dell'uomo di Torre del Greco, sparito nel nulla il 16 luglio 2019 dopo aver lasciato l'abitazione in cui viveva con l'anziana madre e due fratelli maggiori. I parenti, preoccupati sin da subito per la sorte del congiunto, oltre a sporgere denuncia di scomparsa a Carabinieri e Polizia, avevano aperto una pagina Facebook e rivolto una serie di appelli tramite la trasmissione di Rai 3 "Chi l'ha visto".

Secondo una prima ricostruzione, effettuata nella puntata del 23 settembre scorso del programma tv, il 50enne al momento della sua sparizione era privo di documenti, tessera sanitaria e anche di denaro.

L'ultima persona ad aver visto in vita Gennaro sarebbe stata un suo amico di Napoli a cui avrebbe ceduto il suo cellulare, così come ha riferito lui stesso alla famiglia.

Dal capoluogo campano si erano aperte le ricerche dell'uomo che però nel frattempo, come hanno appena appreso i familiari, era stato ritrovato privo di vita nel quartiere napoletano di San Giovanni a Tedeccio.

Da quel momento in poi i risvolti del caso diventano oscuri, in quanto non è chiaro chi abbia effettuato il recupero del corpo senza vita, e di chi lo abbia portato al Policlinico. Successivamente è stato posto nella cella frigorifera dell'obitorio e lì dimenticato.

La scioccante rilevazione a più di un anno dal decesso

"Alla famiglia sarebbe stato risparmiato un anno di angoscia", ha dichiarato lo zio della vittima a "Il Mattino", riportando alcuni segni particolari che avrebbero potuto condurre a una facile identificazione dell'uomo. Il defunto aveva infatti dei vistosi tatuaggi, uno sul braccio destro rappresentante il diavoletto simbolo del Milan, e una scritta su quello sinistro. Elementi essenziali, che hanno dato una svolta alla vicenda solo di recente, quando qualcuno finalmente si è accorto della presenza di un uomo senza identità segnalandolo alle forze dell'ordine. I collegamenti tra le persone scomparse e gli indizi raccolti hanno condotto gli agenti dalla famiglia Trapanese, la quale ha capito subito che quel corpo senza vita apparteneva al proprio congiunto.

"Ciò che non avremmo mai potuto immaginare è che era stato recuperato lo stesso giorno della sua scomparsa", ha precisato lo zio, ancora incredulo. La cerimonia funebre che avrebbe dovuto avere luogo un anno fa, si terrà oggi 11 agosto in una chiesa di Torre del Greco e finalmente Gennaro Trapanese riposerà in pace. Intanto i suoi congiunti intendono presentare una denuncia in Procura in cerca di giustizia per il supplizio che hanno dovuto subire.

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