Dopo poco più di un anno dall'interruzione delle cure e dal decesso del 42enne Vincent Lambert, la comunità francese è turbata per un caso similare. Si tratta di Alain Cocq, 57 anni, affetto da una patologia degenerativa incurabile. Il paziente, nella serata del 4 settembre, ha dichiarato di voler cessare ogni sorta di terapia per questa malattia rara che lo affligge da 34 anni e ha smesso di alimentarsi ed idratarsi. E avrebbe voluto trasmettere in una diretta Facebook la sua lenta agonia, ma ieri il social network ha bloccato il suo profilo.

La patologia di Alain

Come riportato dal Corriere della Sera di oggi, l'uomo è affetto da una malattia rara, che non ha un nome.

Lui l'ha chiamata "la piovra": le pareti delle arterie si incollano, provocando la mancanza di circolazione negli organi o nei tessuti. Alain sostiene che ci sarebbero soltanto altri due casi simili al suo nel mondo e ha raccontato di aver scoperto la malattia all'età di 23 anni, quando durante un intervento chirurgico, i dottori si sono resi conto dell'assenza di sangue. Cocq avrebbe voluto lasciare questa terra con un'iniezione di barbiturici per farla finita più velocemente, in quanto con la sospensione di nutrimento e cure, la morte arriverebbe dopo una settimana di sofferenze. Ed aveva chiesto un permesso speciale al presidente francese Emmanuel Macron, il quale gliel'avrebbe negato, asserendo di "non poter agire al di sopra delle leggi".

Il progetto del paziente di lasciarsi morire in diretta Facebook rappresenterebbe, infatti un gesto di protesta contro la legge Claeys-Leonetti del 2016, che permette la sedazione profonda solo quando il paziente è "terminale" e il decesso è previsto "a breve termine".

La risposta di Facebook

"Rispettiamo la decisione di attirare l'attenzione su una questione complessa - ha risposto ad Alain un responsabile del social network - Ma le nostre regole non ci consentono la trasmissione di tentativi di suicidio".

Cocq ha denunciato allora "un ingiusto ostacolo alla libertà di espressione" e, dato che Facebook avrebbe bloccato la diffusione dei suoi video fino all'8 settembre, la sua intenzione è quella di attivare "un altro sistema". E non vuole arrendersi neanche il suo avvocato, nonché amica, Sophie Medjeberg, affetta da sclerosi a placche e costretta sulla sedia a rotelle.

"Con lui abbiamo preso questa decisione - ha spiegato il legale - I quattro badanti che si alternano al suo capezzale faranno alcuni video e me li manderanno. Poi io li invierò ai media". Sophie che cerca di stare vicino a Alain chiamandolo diverse volte al telefono, ha chiosato: "Mi piace il suo senso dell'umorismo, perfino nei momenti peggiori. Gli voglio bene".

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