Nella notte tra il 29 e il 30 agosto nel campeggio "Verde Mare" a Marina di Massa, Jannat e Malak, due sorelle di 3 e 14 anni di Torino, sono state uccise da un pioppo di quattro metri che si è abbattuto sulla loro tenda mentre dormivano. Il padre delle vittime, il 43enne Hicham Lassiri, ha parlato in un'intervista alla Stampa del momento in cui le sue figlie hanno perso la vita. "Mi sono avvicinato a Malak che aveva un taglio sulla fronte e mi diceva "papà non riesco a respirare, non ce la faccio"- ha raccontato l'uomo - Io le ho risposto "non mi lasciare, ti prego non mi lasciare", ma lei mi ha guardato e ha detto "non posso, vi voglio bene".

Fino alla notte precedente le ragazze dormivano in un'altra tenda

Hicham Lassiri ha spiegato che prima di quella notte con lui e sua moglie Fatima riposavano Jannat e l'altro figlio di nove anni, mentre Malak dormiva in una tenda accanto con la sorella maggiore Nissrin di 19 anni. Sabato notte, però, Malak e Nissrin sono andate dei genitori perché spaventate dal maltempo, dicendo: "Vogliamo stare tutti vicini". Fino a mezzanotte la famiglia, come riportato sempre dal padre, si è intrattenuta giocando a Ramino. Successivamente sono andati tutti a dormire ed erano le 4 del mattino quando le due ragazze hanno raggiunto mamma e papà e Malak ha espresso il desiderio di giocare ancora a carte. Il padre, però, l'ha invitata a riposarsi: "Ora lo leggo come un presagio, come se lei nel suo cuore sentisse già che non si sarebbe più svegliata".

Papà Hicham vorrebbe che i funerali si svolgessero a Torino

La famiglia di Jannat e Malak preferirebbe seppellirle a Torino in un cimitero vicino, come specificato dal padre. Lo stesso ha però aggiunto che da Torino gli hanno spiegato: "Chi viene seppellito nella terra dopo 10 o 16 anni viene tolto. E noi non vorremmo questo.".

Per questo motivo i genitori stanno pensando di trasferire le salme in Marocco, ma nulla è ancora definitivo. La Procura di Massa ha disposto l'autopsia per il 2 settembre. Intanto la famiglia non ha autorizzato la donazione degli organi in quanto, come spiegato dal padre: "Le vogliamo consegnare intere a Dio".

Alcuni amici marocchini sono giunti a Marina di Massa da Torino, per stringersi al loro dolore. Tanti anche quelli che sono arrivati da Massa appena ricevuta la notizia dell'incidente. "C'è anche il presidente della moschea di Massa, Aziz Chaouki", ha affermato Hicham Lassiri che ancora adesso si chiede: "Si può morire per un albero?".

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