Secondo la commissione regionale diretta dal professor Vincenzo Baldo, il Citrobacter che avrebbe causato il decesso di quattro neonati all' Ospedale della Donna e del Bambino in provincia di Verona, si annidava in un rubinetto dell'acqua. Questo ha innescato il grido di protesta di Francesca Frezza, madre di Nina, una delle vittime dell'accaduto: "Dopo il secondo caso avrebbero dovuto chiudere tutto e la mia Nina sarebbe ancora viva".

Il governatore Zaia ha inviato la relazione in Procura

Il governatore Luca Zaia ha dichiarato di aver incaricato il segretario della regione Lombardia di inoltrare il tutto alla Procura affinché i genitori delle vittime dell'infezione da Citrobacter possano venirne a conoscenza.

"Sono qui perché è arrivato l'esito dell'autorevole commissione d'indagine nominata dal governatore", ha asserito la mamma di Nina, la quale ha aggiunto che si tratterebbe di "un esito pesante", che andrebbe a confermare tutto ciò che aveva pensato in quest'ultimo anno. La figlia di Francesca è deceduta infatti nel novembre del 2019, a causa di un'infezione del batterio, nell'ospedale di Borgo di Trento, "con atroci sofferenze", come ha sottolineato la donna che da allora non si è data pace, denunciando i fatti. Grazie alla sua segnalazione, ha avuto inizio l'indagine che ha portato alla chiusura del reparto intensivo neonatale. "Sono andata avanti alle porte dicendo che non mi sarei mossa finché non prendevano provvedimenti", ha dichiarato Frezza, precisando che i medici pur essendo consapevoli della presenza del Citrobacter, non avrebbero fatto niente per rimediare, mettendo a repentaglio la salute di molti giovanissimi pazienti.

La donna ha chiesto le dimissioni dei medici responsabili

Successivamente alla pubblicazione delle relazioni della commissione, la madre di Nina è arrivata davanti all'ospedale di Borgo Trento per cominciare la sua protesta ad oltranza. In particolare, Francesca Frezza ha richiesto che i responsabili dei reparti e della Direzione sanitaria si dimettano temporaneamente dal loro ruolo, fino a quando arriverà il responso della magistratura.

Frezza ha nominato il direttore del reparto pediatrico, Paolo Biban, il medico direttore sanitario Chiara Bovo, il dirigente generale dell'unità ospedaliera Francesco Cobello e il responsabile del Dipartimento infantile, il dottor Falchi.

La donna ha precisato che nel giro di due anni i bambini che hanno contratto il Citrobacter sarebbero stati 96, dei quali nove sarebbero rimasti cerebrolesi, mentre quattro avrebbero perso la vita, tra cui sua figlia.

I reparti sarebbero stati chiusi il 12 giugno scorso e ora Francesca chiede giustizia e pretende che i responsabili non restino al proprio posto.

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