Nella mattinata del 6 agosto, il direttore Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è intervenuto nel corso della trasmissione Agorà Estate su Rai 3, esprimendo le sue opinioni in merito al vaccino per il Coronavirus. In particolare, il dottor Galli ha commentato un'affermazione che Donald Trump ha postato sul suo Twitter secondo cui il vaccino arriverà prima della fine del 2020.

"Ho messo da parte una bottiglia di champagne da stappare quando si arriverà a un vaccino - ha dichiarato il professore ironicamente - Ho paura che non la stapperò, se non forse alla fine del 2021.

Se dovesse accadere prima, ne sarei solo felice".

Galli: 'Non arriverà un vaccino per la fine dell'autunno'

Massimo Galli ha riportato che per il momento, quasi nessun vaccino sarebbe riuscito a superare la prima fase della sperimentazione, e ha aggiunto: "Quando ci sarà il vaccino dovrà essere prodotto nei quantitativi necessari per coprire le esigenze mondiali, e questo mi preoccupa molto".

Il virologo ha asserito, infatti, che un'altra questione da affrontare sarebbe la distribuzione e la somministrazione del vaccino. "Dire alle persone di stare tranquilli perché il vaccino sta arrivando, è il modo sbagliato di affrontare il problema - ha sottolineato Massimo Galli - perché per ora il vaccino non c'è e non l'avremo così facilmente".

Massimo Galli sull'utilizzo della mascherina

"Siamo in una situazione in cui il virus c'è, e continua a circolare nel nostro paese - ha spiegato il virologo - L'ultimo grande focolaio che tra l'altro è un focolaio celato, cioè composto da asintomatici, è emerso perché alcuni hanno avuto sintomi in una massa importante di persone infettate.

Si è evidenziato proprio negli ultimi giorni a Mantova".

Per questo motivo Galli ritiene che sarebbe opportuno mantenere la massima attenzione, continuando a utilizzare la mascherina e a rispettare il distanziamento interpersonale soprattutto nei luoghi chiusi, onde evitare che il virus possa diffondersi nuovamente in Italia.

"La situazione peggiore da questo punto di vista è in Francia, in Spagna e forse anche nel Regno Unito e in Germania. Quindi penso che la prudenza rispetto a delle regole sia un elemento di cui non possiamo liberarci".

Il problema dei trasporti

"La cosa sconcertante per me è che si stia decidendo di riaprire, come era indispensabile fare per ovvi motivi, e di convivere con questo virus, ma non si riesca a programmare dei provvedimenti che permettano di fare questa cosa", ha continuato Galli, il quale è dell'idea che, nel momento in cui riapriranno gli edifici scolastici, la frequenza dei trasporti dovrebbe essere aumentata in modo che non si creino degli assembramenti sui mezzi.

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