Mercoledì 18 novembre il Covid-19 ha ucciso un altro medico di base, il primo nella provincia di Vercelli. Si tratta del 65enne Luciano Bellan, che secondo l'elenco disponibile sul sito della FNOMCeo sarebbe il 198esimo dottore decaduto per coronavirus su un totale di 204. "Aveva il casco per l'ossigeno in testa e ancora mi dava indicazioni per i suoi pazienti. Scriveva ricette fino a poche ore fa, anche nel suo ultimo giorno di vita", ha raccontato il figlio Mattia Bellan, anche lui medico.

La storia del medico deceduto a Vercelli

Il dottor Bellan era molto conosciuto: all'inizio della sua carriera come medico ospedaliero, poi aveva deciso di diventare medico di base.

Operava in uno studio a Vercelli insieme a sua moglie Marina Mauri. Il medico, che aveva 1.600 pazienti, seguiva anche alcuni ospiti di una casa di riposo, dove si è verificato un focolaio di Coronavirus. "Non ha potuto stabilire con esattezza dove si fosse ammalato, perché il virus ormai è ovunque intorno a noi", ha specificato Mattia Bellan.

Dopo essersi curato in Terapia Intensiva per diverse settimane, il suo quadro clinico era migliorato, era così stato dimesso per continuare la terapia a casa con il casco dell'ossigeno. Il 20 novembre, il medico avrebbe dovuto effettuare il tampone di controllo, "ma il Covid è una malattia debilitante", ha commentato suo figlio che l'ultimo giorno di vita del padre sostiene di averlo chiamato svariate volte, in quanto l'uomo non riusciva ad alzarsi dal divano e neppure a parlare.

Le sue condizioni si erano aggravate. "Ha combattuto come un leone", ha rivelato Mattia Bellan.

Le dichiarazioni del figlio di Luciano Bellan

In un'intervista a La Stampa pubblicata in data odierna, Mattia ha dichiarato che suo padre non aveva alcuna intenzione di andare in pensione, perché amava la propria professione.

E l'avrebbe ripetuto spesso ai suoi amici, anche quando stava lottando contro il virus. "Non dico che fosse un eroe, nessuno lo è", ha specificato il ragazzo, aggiungendo che anche suo padre aveva qualche difetto, come tutti del resto. Ma ciò che gli sarebbe rimasto impresso è il fatto che Luciano Bellan metteva i propri pazienti al di sopra di ogni cosa, anche della propria salute.

Le parole di cordoglio dei colleghi

"È morto un amico, un medico che faceva il suo lavoro", l'ha ricordato così il segretario generale dei medici di famiglia Gianni Scarrone. Lo stesso ha riportato che Bellan sarebbe deceduto proprio per via del suo lavoro, così come altri 80 medici di famiglia e 200 dottori in totale in Italia.

"Oggi il maledetto virus si è portato via un collega, un amico, un padre, un giovane nonno", ha affermato invece la primaria del PS del nosocomio Sant'Andrea Roberta Petrino, anche lei affetta da Covid-19 fino a qualche tempo fa. La dottoressa ha raccontato che Bellan si trovava nello stesso letto in cui era stata lei in pronto soccorso. "Io gli dissi, dai che porta buono", e invece il medico se n'è andato, lasciando una moglie e tre figli.

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