"Non posso accettare l'incarico dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne". Questo è quanto dichiarato da Rossana Rovere, la legale di Giuseppe Fornaciti, il 32enne che ha confessato di aver ucciso a coltellate la compagna Aurelia Laurenti a Roveredo in Piano (Pordenone). L'avvocatessa che inizialmente aveva accettato di difenderlo, adesso ha dunque rinunciato al mandato per motivi etici.

La legale Rovere non se la sente di difendere il presunto killer

Sulla base delle dichiarazioni dell'avvocatessa, occuparsi della difesa di un uomo che ha accoltellato la propria donna andrebbe contro tutti i principi e le cause per le quali ha combattuto finora.

La donna che ha asserito di conoscere Fornaciti perché in passato si era occupato di curare sua madre (è un sanitario), ha aggiunto di aver ottenuto un paio di giorni fa, un'importante vittoria in Cassazione. Si tratterebbe di un riconoscimento delle responsabilità dello Stato nei riguardi di alcune vittime di femminicidio. "Proprio non me la sento", ha concluso Rossana Rovere. Ad occuparsi del caso di Fornaciti sarà dunque un avvocato d'ufficio: stando alle prime ricostruzioni è stato l'uomo stesso nella notte tra il 25 e il 26 novembre a presentarsi in questura ancora sporco di sangue per costituirsi.

Una prima ricostruzione dell'omicidio di Aurelia Laurenti

La coppia conviveva da sette anni. La 34enne aveva due figli, che fortunatamente non erano presenti al momento dell'omicidio.

La sera del 25 novembre a tarda ora, l'uomo li avrebbe lasciati dal cognato, senza fornire alcuna spiegazione. Poi si sarebbe allontanato a bordo della sua automobile. Secondo i parenti della vittima che hanno asserito non avrebbero mai immaginato potesse accadere una simile tragedia, il 32enne avrebbe accompagnato i bambini prima di uccidere la propria compagna.

Lui invece, avrebbe dichiarato di averli lasciati dagli zii dopo l'omicidio. "Si trovavano nella stanza accanto alla nostra, ma non hanno capito ciò che succedeva".

La confessione del 32enne

Nella notte di mercoledì, Giuseppe Fornaciti, di professione infermiere dell'Asl Friuli Ovest, si è presentato in Questura, raccontando di aver buttato in un cassonetto dell'immondizia il coltello col quale aveva ucciso la propria compagna.

L'uomo ha spiegato anche di essersi difeso dalla Laurenti, in quanto lei avrebbe inveito contro di lui mentre erano in camera da letto. "È anche comparso un coltello, con cui ha cercato di aggredirmi", ha detto davanti al sostituto procuratore Federico Facchin, aggiungendo che tra lui e la 34enne sarebbe nata una colluttazione, nella quale lui l'avrebbe colpita un'unica volta, al collo. Infine, il 32enne sostiene di essere uscito dalla camera, "in stato di choc". Sulla base di quanto da lui stesso dichiarato agli inquirenti, ultimamente, i rapporti con la compagna erano divenuti burrascosi, con frequenti litigi.

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