Da martedì 19 gennaio Benno Neimar, 30 anni, risulta indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Il giovane avrebbe ucciso la madre 68enne, Laura, e il padre Peter, 63 anni, scomparsi nel nulla dal pomeriggio dello scorso 4 gennaio. Sarebbero diversi i gravi indizi contro l’istruttore di fitness, che si è sempre dichiarato del tutto estraneo alla vicenda. Tra questi, il più importante è forse la traccia di sangue scoperta dai carabinieri su un ponte che attraversa l’Adige, a sud di Bolzano, tra Laives e Ora. La macchia si trovava in un punto dove la neve all’esterno del guardrail era smossa e schiacciata: le analisi hanno confermato che si tratta del sangue di Peter Neimar.

Quindi, secondo gli inquirenti, dopo aver ammazzato i genitori, Benno potrebbe aver gettato i due corpi nel fiume proprio in quel punto in cui sono state rinvenute anche impronte di calzature maschili.

Le tracce di sangue nella vettura usata da Benno Neumair

Lo stesso Benno, nel ricostruire gli spostamenti effettuati il 4 gennaio, ha raccontato di essere andato a fare un giro in quelle zone, fino a un laghetto di pescatori. Sin da subito è sembrata strana quella passeggiata in automobile alle nove di sera, effettuata poco prima di recarsi a casa della giovane con la quale avrebbe trascorso la notte.

Ci sono stati altri ritrovamenti importanti, come le macchie di sangue e le altre tracce biologiche individuate nell’auto di famiglia, una Volvo rossa, che Benno ha utilizzato il giorno della sparizione dei genitori e anche successivamente: in queste ore gli esperti del Ris di Parma stanno analizzando i reperti per capire se siano riconducibili a Peter e Laura.

Inoltre nella vettura sono stati rinvenuti dei residui di acqua ossigenata: si è saputo che il 30enne ne avrebbe acquistato una confezione dopo il 4 gennaio. In particolare avrebbe espressamente richiesto al rivenditore una sostanza in grado di eliminare le macchie di sangue.

Gli inquirenti non hanno chiesto l’arresto di Benno

Benno Neumair avrebbe detto ai suoi avvocati, Flavio Moccia e Angelo Polo, di non temere le accuse; inoltre avrebbe chiesto di proseguire con le ricerche dei genitori.

Avrebbe spiegato di non essersi recato fino al ponte in cui sono state ritrovate le tracce di sangue, anche se la sera della scomparsa dei coniugi Neumair sarebbe arrivato nei pressi del laghetto, situato poco più a nord. Al momento i pm che coordinano le indagini, Igor Secco e Federica Iovine, non hanno ritenuto utile un provvedimento di fermo nei confronti del giovane, nonostante i gravi indizi a suo carico, anche perché i corpi delle vittime non sono stati ancora ritrovati.

Benno è ospitato da amici e non sembra intenzionato a lasciare Bolzano. Quindi non ci sarebbe pericolo di fuga, né di inquinamento nelle prove, anche se nelle ultime ore il 30enne si sarebbe recato nella casa dei genitori, ormai sotto sequestro. Pare che avrebbe spiegato a una vicina di voler andare in cantina, non si sa per quale motivo.

Le dichiarazioni della ragazza con cui Benno ha passato la notte del 4 gennaio

Benno Neumair ha dichiarato agli inquirenti di aver lasciato l’abitazione in cui era tornato a vivere con i genitori verso le 21 del 4 gennaio, di aver trascorso la notte fuori casa e di essere tornato all'alba per portare a passeggio il cane. Una volta rincasato, il giovane non avrebbe controllato se i suoi fossero in camera a dormire, per non disturbarli.

Solo in seguito alle telefonate dalla sorella Madé, che vive in Germania dove esercita la professione di medico, e della zia, preoccupate perché Peter e Laura risultavano irraggiungibili, si sarebbe recato a sporgere denuncia per la loro scomparsa. Nelle ultime ore è stato perquisito l’appartamento della ragazza con cui avrebbe trascorso quella notte. “Sto vivendo un incubo – ha dichiarato la giovane alla stampa locale – ma resto convinta che Benno sia innocente”. I familiari del 30enne invece sono sembrati meno sorpresi dalle accuse: “Era una possibilità che ci aspettavamo”, ha spiegato Günter, fratello di Peter Neumair, riferendosi all’avviso di garanzia emesso nei confronti del nipote.

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