Si chiamava Umberto Sbrescia il fotografo di 66 anni che, a Napoli, si è tolto la vita in seguito a dei debiti col fisco, innescati dal lockdown dello scorso marzo. L'uomo, a causa delle restrizioni che, dalla scorsa primavera, hanno di fatto bloccato il settore dei set e dei matrimoni, non ha più retto economicamente e, per questo, ha scelto di compiere il gesto estremo. Come ogni giorno, si è recato a lavoro, presso il suo ufficio in via Silvio Spaventa. Si è chiuso all'interno del suo laboratorio di fotografia e, qui, ha commesso il gesto fatale.

Nel biglietto di addio, l'uomo ha chiesto che i suoi debiti non ricadano sulla famiglia

L'azienda presso la quale lavorava l'uomo era storica, per Napoli. Come riporta il Corriere della Sera, la ditta era stata fondata nel 1958 e, per diverso tempo, è stata un punto di riferimento per generazioni di fotografi, che fossero fotoreporter o specialisti in cerimonie. Nel corso di quest'ultimo anno, a causa dello scoppio della pandemia da Covid-19 e le conseguenti restrizioni, gli incassi si sono ridotti al minimo. Molte delle cerimonie, infatti, sono state rinviate o cancellate, causando di fatto un blocco delle attività. L'uomo, prima di compiere il gesto, ha deciso di scrivere un ultimo messaggio di addio ai propri famigliari, chiedendo loro perdono per il gesto.

In tale missiva, inoltre, Umberto ha fatto un vero e proprio appello allo Stato affinché i suoi debiti non vengano fatti ricadere sulla famiglia. Il messaggio è stato trovato accanto al corpo dell'uomo, ormai privo di vita.

L'associazione nazionale dei fotografi: 'Inviare cartolina cartacea come segno di affetto'

La storia di Umberto è stata rilanciata, su Facebook, dalla pagina dell'associazione nazionale dei fotografi professionisti.

In particolare, l'associazione afferma che, Umberto, si è tolto la vita nel suo negozio di Napoli in quanto esasperato "dai debiti schiaccianti" e dalle difficoltà presenti in questo particolare momento storico. Oggi, secondo l'associazione, i social sono pieni di messaggi di affetto e vicinanza, che però dureranno un solo giorno per poi scomparire, inghiottiti dalla timeline del social network.

Per questo, è stata lanciata una iniziativa affinché, Umberto e la sua famiglia, ricevano un segno di affetto che possa essere concreto e duraturo. L'iniziativa, al quale sono invitati tutti coloro che lo volessero, consiste nell'invio di una cartolina cartacea (contenente un saluto, una testimonianza o un ringraziamento) da spedire al seguente indirizzo, come specificato dalla stessa associazione: Umberto Sbrescia e famiglia - Via Silvio Spaventa, 17, 80142 Napoli NA.

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