Voleva incassare il premio dell’assicurazione di diverse centinaia di migliaia di euro per i danni dell’incendio di casa e per il decesso della moglie e di un’amica, che non erano riuscite a sottrarsi alle fiamme. Un 70enne è stato arrestato dai carabinieri di Montebelluna (Treviso) con l’accusa di avere provocato il rogo in cui hanno perso la vita sua moglie Franca Fava, 68 anni, e una 74enne che viveva con loro, Fiorella Sandre. L’episodio risale al 10 giugno 2020: sin dai primi sopralluoghi dei vigili del fuoco era sembrato chiaro come non si fosse trattato di un semplice incidente.

Qualcuno aveva intenzionalmente appiccato il fuoco nell’abitazione a Castagnole, frazione di Paese, in provincia di Treviso. Il 70enne era stato subito inserito tra i sospettati e indagato dalla procura; nelle ultime ore è arrivato anche il fermo per il delitto della moglie e dell’amica.

La chiamata al 113 dell’amica della moglie dell’uomo arrestato

La notte dell’incendio, verso l’una, arriva al 113 una chiamata con la richiesta d’aiuto di Fiorella Sandre, rimasta intrappolata insieme all’amica Franca nell’abitazione di quest’ultima. “Correte, la casa sta bruciando e siamo intrappolate”, urla la donna: immediatamente si attivano i soccorsi, con quattro squadre di pompieri inviate a Castagnole di Paese.

Tuttavia, una volta giunti sul posto, i vigili del fuoco non possono fare più nulla per le due donne, rimaste intrappolate tra le fiamme e morte carbonizzate. All’esterno dell’edificio i soccorritori trovano il 70enne, che si lamenta con loro di non essere riuscito a salvare la moglie e l’altra donna.

Nella casa erano accumulati tanti oggetti che hanno intrappolato la moglie del 70enne e la sua amica

Sin dall’inizio, i pompieri si sono resi conto che c’era qualcosa di strano nell’incendio. Come dichiara al Corriere della Sera Giuseppe Quinto, vicecomandante dei vigili del fuoco di Treviso, intorno all’edificio c’erano tanti oggetti, tutti ammassati, e persino diverse bombole di gas che hanno fatto propagare il rogo rapidamente.

L’uomo arrestato a nove mesi dalla tragedia è stato descritto come un “accumulatore seriale” che nel corso degli anni aveva accatastato intorno alla sua abitazione materiale di ogni tipo, mobili, elettrodomestici, scatole, oltre alle bombole che sono esplose anche durante le operazioni di spegnimento, mettendo a rischio anche la vita dei soccorritori. Il 70enne aveva ammassato di tutto anche all’interno della casa, impedendo di fatto alle due vittime di riuscire a trovare una via di fuga. Quando hanno spento le fiamme, a metà mattina, i vigili del fuoco hanno trovato i corpi carbonizzati nel bagno e nella lavanderia dell’abitazione, dove le due donne si erano rifugiate, nel disperato tentativo di salvarsi.

Marito e moglie vivevano in due piani diversi dell’abitazione

Il 70enne arrestato è un ex operaio in pensione, mentre la moglie era una casalinga. Come raccontano i vicini, si trattava di una coppia riservata, colpita da un grave lutto 21 anni fa quando Valter, il loro unico figlio, era deceduto a 23 anni in un incidente di lavoro. A quanto pare, da allora Franca si era isolata, anche a causa dei problemi di deambulazione di cui soffriva. Cinque anni fa, la sua vecchia amica Fiorella aveva deciso di trasferirsi da lei per assisterla e farle compagnia. Le due donne abitavano al piano terra dell’edificio, mentre l’uomo risiedeva al primo piano. Sicuramente si trattava di una convivenza insolita; tuttavia, secondo i conoscenti della famiglia, in questo modo marito e moglie avevano finalmente trovato un equilibrio, dopo la tragica perdita del figlio.

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