Le varianti del Coronavirus in circolazione in Italia preoccupano, anche se quelle attuali non dovrebbero compromettere l’efficacia del vaccino. La pensa così anche Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Ema (Agenzia europea dei medicinali) e docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata, a Roma. Rasi è ospite di Agorà, trasmissione di Rai 3 condotta da Luisella Costamagna, nella giornata di giovedì 4 marzo. Il medico si sofferma soprattutto sul problema della diffusione delle varianti. Invoca misure restrittive più dure, raccomanda mascherine Ffp2 e distanze interpersonali di almeno un metro e 80, ma ritiene che le varianti attuali non siano un pericolo per il vaccino.

Guido Rasi preoccupato dalla diffusione delle varianti: ‘Situazione molto brutta'

Alla presenza di troppi focolai è normale che il contagio si diffonda più velocemente, dichiara il professor Rasi durante Agorà. Dunque, a suo modo di vedere, la situazione attuale sarebbe "molto brutta". Rasi si lamenta anche del fatto di non aver ancora visto mettere in campo "misure strutturali per aiutare gli italiani a cambiare comportamento", questo il suo rimprovero nei confronti della politica che non avrebbe agito come lui sperava contro le varianti. “Quindi già boccia il primo Dpcm dell’era Draghi?”, gli domanda allora la conduttrice.

‘Quello che preoccupa sono varianti che non conosciamo’

“Il Dpcm è una conseguenza della pandemia, la insegue, e quindi se adesso seguiranno misure strutturali, probabilmente i prossimi Dpcm potranno essere adattati”, replica deciso Rasi.

“Le tre varianti attuali preoccupano abbastanza, per fortuna non rispetto alla tenuta dei vaccini - prosegue poi il medico - anche se quella brasiliana potrebbe ridurne un po’ l’efficienza. Quello che preoccupa sono le varianti che non conosciamo ancora e che il virus ci sta preparando dietro alle nostre spalle”. Costamagna ricorda allora che l’altro giorno a Brescia è stata identificata la variante nigeriana.

Le raccomandazioni di Rasi su distanziamento e mascherine

“Ogni giorno il virus ha 46mila mutazioni - spiega Guido Rasi - una certa combinazione tra le mutazioni configura una variante. Come questa poi si comporti purtroppo lo si scopre sempre un pochino dopo. Si impara purtroppo in corsa - chiosa il medico - sicuramente misure contenitive più serie (sarebbero efficaci ndr).

La mascherina Ffp2 va raccomandata, è sicuramente più efficace. La distanza si diceva un metro e 80. Però un metro e 80 o delle belle partizioni, barriere eccetera”, chiarisce Rasi che racconta la sua esperienza all’aeroporto romano di Fiumicino, “dove mi sono sentito più sicuro che in ogni altra parte”, perché il personale si occupa di far rispettare le distanze interpersonali. Misure che servirebbero in “tutti i punti nevralgici” del Paese per contrastare le varianti, conclude.

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