Il caso della scomparsa di Mauro Romano diventa ogni giorno che passa più intricato. È un affare diplomatico perché Bianca Colaianni, mamma di Mauro, rapito a sei anni in Salento nel lontano 1977, vuole incontrare Mohammed Al Habtoor, imprenditore figlio del magnate Khalaf Al Habtoor, tra gli uomini più ricchi degli Emirati Arabi Uniti. In lui crede di riconoscere i tratti del figlio.

La donna è rimasta folgorata da una foto di Mohamed: ha notato due cicactrici su un sopracciglio e sulla mano, molto simili a quelle che aveva il suo Mauro. È una storia che contrappone due famiglie: i Romano, da 44 anni alla ricerca del figlio, i Romanelli accusati di essere coinvolti nel sequestro.

È un caso di gossip, perché l'attrice Manuela Arcuri che ebbe un flirt con Mohammed Al Habtoor è intervenuta nella vicenda.

Mauro Romano, la pista araba

Dall'omicidio alla pedofilia fino al rapimento su commissione, negli anni si sono avvicendate ipotesi sulla scomparsa del piccolo Mauro Romano, oltre che indagini e archiviazioni. Per la mamma Bianca, suo figlio sarebbe stato portato in Medio Oriente. Anzi potrebbe essere Mohammed Al Habtoor.

Antonio La Scala, legale della famiglia, ha scritto una lettera all'imprenditore arabo che vive a Dubai perché Bianca e il marito Natale vorrebbero incontrarlo, anche via Skype rinunciando, se necessario, alla mediazione dell'ambasciata. Spiega l'avvocato: "La mamma vuole solo avere la possibilità di guardare negli occhi quell'uomo".

Finora, l'arabo non ha mai dato disponibilità a un incontro, tantomeno a sottoporsi al test del Dna. D'altra parte, le foto del piccolo Mauro e quella di Mohamed bambino, sembrerebbero mostrare due individui completamente diversi. Lo sostengono commentatori e opinionisti, come l’avvocatessa Stefania Franchini, che vive e lavora ad Abu Dhabi, negli Emirati, intervenuta a Chi l'ha visto?.

Non coinciderebbe neanche l'età: Mauro Romano oggi sarebbe un 50enne, Mohamed è un 52enne. "Se non è lui chiederò scusa, ma fatemi avere un confronto", ha replicato la mamma. "Mi dispiace dirlo, ma trovo che questa sia una speranza di una madre disperata alla ricerca di suo figlio", ha detto a Mattino Cinque, Moussavi, un iraniano che lavora per la famiglia Habtoor da 20 anni.

La moglie di Romanelli, 'Basta accuse non viviamo più'

"Basta accuse, noi non viviamo più". Oggi, 21 aprile, al programma di Rai 1, Storie Italiane, è intervenuta Paola, moglie di Vittorio Romanelli, ex barbiere di Racale. Mauro lo avrebbe chiamato 'zio': avrebbe rapito il bambino 44 anni fa, portandolo con la sua Apecar nella casa di villeggiatura, per poi consegnarlo a due soggetti rimasti ancora ignoti.

La Procura di Lecce ha riaperto l'inchiesta nel 2019 su richiesta della famiglia Romano. Mesi fa, ha notificato l'avviso di fine indagine a Romanelli che, unico indiziato, potrebbe essere rinviato a giudizio per sequestro di persona. C'è una tragedia nella tragedia: due famiglie l'una contro l'altra armate.

La famiglia Romanelli respinge le accuse: “Dal 2010, quando i Romano ci hanno accusato, non si vive più. Io non so il perché ci abbiano accusati per non avere fatto niente. Il processo è stato fatto solo sui giornali e nelle televisioni. Abitiamo in questa casa dal 1975, abbiamo sempre fatto prestiti con la banca per finirci la casa, nessuno ci ha mai dato soldi”, ha detto Paola.

La mamma di Mauro, dalla tv ha rilanciato: "Dicono che non sanno niente perché non hanno perso niente, ma io ho perso un figlio". A distanza di tanti anni, l'impianto accusatorio è di natura indiziaria e l'attività investigativa è tutta in salita. Lo ammette anche l'avvocato La Scala, secondo il quale è difficilissimo che si arrivi a processo per il sequestro del bambino perché dopo 44 anni ci sono molte testimonianze contraddittorie: "Mi aspetto un'archiviazione".

I Romano hanno appena chiesto due milioni e mezzo di risarcimento al presunto sequestratore. Per gli avvocati della famiglia Romanelli, manca qualsiasi elemento probatorio. Riferiscono che nel 2011 ci fu un'archiviazione dopo che tutta la famiglia Romanelli fu intercettata per dieci mesi senza arrivare a nessun segreto inconfessabile. "La vicenda della pista araba è in tal senso emblematica, perché già a dicembre noi sapevamo che Mauro non poteva essere questa persona".

Manuela Arcuri, 'Conosco Mohammed, non è Mauro

Infine, la vicenda include un capitolo di cronaca rosa. Manuela Arcuri a Domenica Live ha raccontato la sua storia d'amore con Al Habtoor quando era 22enne. Durò un anno. Ha spiegato perché non può essere lui il bimbo scomparso nel 1977.

"Ho potuto conoscerlo bene, sono stata da lui a Dubai tre volte e ho conosciuto la sua famiglia. Per la mia esperienza diretta posso dire che lui ha due fratelli e sorelle. Si assomigliano tutti tra fratelli e sono uguali al padre", ha detto l'attrice.

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