Un altro evento drammatico ha sconvolto la comunità degli afroamericani in America. Una ragazza di colore di 16 anni è stata uccisa dalla polizia di Columbus, in Ohio, il 20 aprile con quattro colpi di pistola. La vittima si chiamava Makiyah Bryant.

Secondo i video della polizia, la ragazza sarebbe rimasta coinvolta in una lite con altri ragazzi che vivevano all’interno di una struttura per minori dove Makiyah Bryant abitava. Durante la lite, la ragazza ha spinto a terra uno dei ragazzi e ha poi cercato di lanciargli contro un coltello. Dopo che gli agenti della polizia sono stati chiamati, sono subito intervenuti e hanno intimato la ragazza di fermarsi e di gettare l’arma, ma prima che la ragazza gettasse il coltello a terra, mentre strattonava una ragazza vicino, un agente le ha sparato.

La sparatoria avvenuta pochi minuti prima della sentenza contro Derek Chauvin

Il caso ha voluto che la sparatoria fosse avvenuta circa 30 minuti prima che una giuria dichiarasse un ex ufficiale della polizia colpevole di omicidio per la morte dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis dello scorso 25 maggio, filmato mentre era inginocchiato sul collo di George Floyd per più di 9 minuti, durante il suo arresto, che ne ha causato poi la morte. La giuria ha ritenuto che l’ex ufficiale di polizia di Minneapolis, Derek Chauvin, di 45 anni, fosse colpevole di tutte e tre le accuse mosse contro di lui: omicidio colposo, omicidio dovuto a una condotta pericolosa o negligente e omicidio preterintenzionale.

Altri casi di violenza contro gli afroamericani

Il filmato di George Folyd steso a terra che grida “I can’t breath” (non respiro) ha scatenato numerose proteste in tutto il mondo, mobilitate dal movimento “Black Lives Matter”, contro il razzismo e l’uso eccessivo della forza da parte della polizia, ma non sono servite ad evitare altre morti ed altre vittime.

Infatti, proprio nella città dove tutto è iniziato a Minneapolis, l’11 aprile un afroamericano di vent’anni, Duante Wright, è stato ucciso da una poliziotta che gli ha sparato, pensando che fosse un Taser, uno sbaglio che però è costata la vita di un ragazzo.

Un altro fatto accaduto a Chicago, il 29 marzo, ha indignato la comunità latino americana, dopo che un agente della polizia ha sparato a un ragazzo di soli 13 anni, Adam Toledo, durante un inseguimento, mentre stava alzando le mani in segno di resa.

Tutti questi eventi continuano ad indignare la comunità degli afroamericani per le continue violazioni e violenze che subiscono da parte della polizia, ma la sentenza in favore di George Floyd è una sentenza storica per l’America che permetterà di riaccendere quella luce di speranza e poter ricominciare a credere ancora nella giustizia, e che, si spera, permetterà alla comunità degli afroamericani e di tutte le minoranze di poter ricominciare a respirare.