Sono ore frenetiche queste per scongiurare un conflitto tra la Russia e l’Ucraina – con il sostegno concreto degli Usa e dei suoi alleati occidentali – e, mentre si avvicina inesorabile la data del 16 febbraio indicata dall’Intelligence Usa come la deadline entro la quale scatterebbe l’eventuale offensiva militare da parte di Mosca, proseguono febbrili i tentativi della diplomazia internazionale di giungere a un accordo non violento tra le parti in questione.
Si muove la diplomazia europea, mentre Washington trasferisce l'ambasciata a Leopoli
Dopo l’infruttuosa missione in terra russa del presidente francese Emmanuel Macron, è la volta del cancelliere tedesco Olaf Scholz, il quale è già stato s Kiev e successivamente si recherà a Mosca per dare consistenza alle sinora flebili possibilità di una ripresa del dialogo.
Una missione, quella del politico tedesco, accompagnata da un cauto ottimismo anche grazie alle notizie che filtrano dall’entourage del cancelliere, che parlano di un governo ucraino pronto a rinunciare al suo ingresso nella Nato. Eventualità che sembrano confermate dalle parole dello stesso Scholz, il quale avrebbe dichiarato che un ingresso ucraino nel Patto atlantico non sarebbe in agenda, aspettandosi quindi dal presidente russo Vladimir Putin un’immediata de-escalation militare. Giovedì, inoltre, potrebbe tenersi un vertice straordinario dei leader europei, appena prima dell’inizio del summit tra l’Unione Europea e l’Unione Africana. Dal canto suo Washington – per mezzo del Segretario di Stato Antony Blinken – ha annunciato il trasferimento temporaneo dell’ambasciata americana in Ucraina ancora più a ovest, con la sede diplomatica che da Kiev passa a Leopoli.
Diplomazia italiana al lavoro
Nel quadro diplomatico europeo è pronta a giocare un ruolo di rilievo anche l’Italia, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che in queste ore volerà alla volta di Kiev, mentre giovedì sarà a Mosca. La linea italiana punta da un lato a garantire il sostegno di Roma all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina – in sintonia con i partner europei e della Nato – senza però abbandonare la strada del dialogo con la Russia che, prosegue la Farnesina, sarà condotto nel rispetto degli Accordi di Minsk e del Formato Normandia.
Linea sostanzialmente confermata dal premier Mario Draghi che, in una videoconferenza col presidente statunitense Joe Biden, ha confermato da un lato la volontà italiana di mantenere aperto il dialogo con Mosca e dall’altro di appoggiare eventuali “sanzioni gravi” contro la Russia in caso di invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino.