“Ha perso la percezione della realtà, come se si trovasse in catalessi”. A spiegarlo è Francesca Neri, legale di Monica Santi, la babysitter che avrebbe confessato di aver lanciato il bambino di 13 mesi dalla finestra dell’appartamento di via Arginetto, a Soliera (provincia di Modena). La babysitter 32enne ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante l’udienza di convalida dell’arresto celebratasi venerdì 3 giugno davanti al Gup nel carcere di San’Anna di Modena. Francesca Neri ha inoltre riferito che la sua assistita ha ricostruito quanto accaduto la mattina di martedì 31 maggio collegando il gesto a una situazione di malessere interiore che viveva da diversi mesi.

“Non si dava pace e improvvisamente si è trovata in una realtà parallela” – ha precisato l'avvocato riportando la confessione della 32enne nel corso dell’udienza proprio a sottolineare che si sarebbe trattato di un gesto istintivo avvenuto in un momento di fragilità. Per Monica Santi il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il piccolo è ricoverato in gravi condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita, all’Ospedale Maggiore di Bologna.

Monica Santi ha rilasciato dichiarazioni spontanee: 'Gesto istintivo ma non premeditato'

La babysitter avrebbe ammesso di aver gettato dalla finestra il bambino di 13 mesi che aveva in custodia dallo scorso gennaio.

Monica Santi ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante l’udienza di convalida dell’arresto precisando di non aver agito con premeditazione. Da quanto ha spiegato l'avvocato Francesca Neri, riportando le parole di Santi, la donna avrebbe avvertito un malore legato a una situazione di insofferenza interiore risalente a una delusione lavorativa avvenuta a fine giugno dello scorso anno quando era impiegata amministrativa di un’azienda.

“Dopo quell’insuccesso ha avuto una crisi e si è sentita sola e non accettata” - ha spiegato il legale della donna al termine dell’udienza nel carcere di Sant’Anna di Modena. Laureata in Economia e commercio, Monica Santi si occupava del piccolo per otto ore al giorno e, secondo quanto riferito dalla nonna del bimbo di Soliera, non aveva mai manifestato segnali di squilibrio.

'Malessere interiore dopo una delusione lavorativa'

Secondo il racconto di Francesca Neri, la babysitter avrebbe confermato anche di aver detto alla colf che il bambino era libero dopo averlo lanciato. Una forma di “richiesta d’aiuto”, ha spiegato l’avvocato difensore di Monica Santi, sottolineando che la sua assistita ha dovuto ripetere più volte quell’affermazione per far comprendere alla collaboratrice domestica che il piccolo di 13 mesi era stato gettato dalla finestra. Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto con il legale della 32enne che ha affermato di non essersi opposta perché ritiene che la babysitter, originaria di Carpi, sia più tutelata in carcere.

“Presto sarà nominato il perito che dovrà incaricarsi dell’incidente probatorio.

Sarà importante verificare se le problematiche sociali abbiano influito sul gesto della mia assistita” – ha precisato l’avvocato Francesca Neri. Inoltre la donna sarà sottoposta a perizia psichiatrica. Nel frattempo l’intera comunità di Soliera si è stretta ai familiari del bimbo, ricoverato all’Ospedale Maggiore di Bologna in terapia semi-intensiva. Non sarebbe in pericolo di vita.