I Carabinieri della Stazione di Jesi, in provincia di Ancona, hanno svelato una truffa legata alla manomissione del contachilometri di un'auto usata. Il veicolo, acquistato nel 2022 presso una concessionaria locale, presentava un chilometraggio falsificato di ben 78mila chilometri inferiore a quello reale. A seguito delle indagini, il titolare 50enne della ditta è stato deferito all'Autorità Giudiziaria per il reato di truffa.
Il caso di Jesi: la scoperta della frode
L'operazione ha preso il via dalla denuncia di una donna di 54 anni, cliente della concessionaria.
Durante un controllo di manutenzione programmata, la donna ha notato una significativa discordanza tra i chilometri indicati dal contachilometri e quelli registrati in un precedente tagliando. Questa anomalia ha innescato gli accertamenti dei militari, che hanno confermato la riduzione artificiosa del chilometraggio, pari a 78mila chilometri, rendendo l'auto apparentemente meno usurata e di maggior valore.
La manomissione del contachilometri: un rischio diffuso
La manipolazione del contachilometri è una pratica fraudolenta purtroppo diffusa nel mercato delle auto usate in Italia. Questa frode, che consiste nel ridurre artificialmente i chilometri percorsi per aumentarne il valore di mercato, colpisce tutte le tipologie di alimentazione, inclusi veicoli recenti e con motorizzazioni ibride o elettriche.
Dati recenti indicano percentuali di anomalie del 3,14% per i veicoli diesel, con valori inferiori per benzina, ibride ed elettriche, ma con chilometraggi medi sottratti rilevanti anche nelle motorizzazioni più moderne. Le conseguenze di un chilometraggio falsificato sono molteplici e gravi, spaziando da danni economici significativi per l'acquirente a rischi tecnici dovuti a ritardi nella manutenzione programmata, che possono portare a guasti seri e costosi.
Come tutelarsi e agire legalmente
Per ridurre il rischio di incappare in una frode, è fondamentale adottare alcune precauzioni. È consigliabile verificare la coerenza del chilometraggio attraverso tutti i documenti disponibili, quali revisioni, tagliandi, fatture e report storici del veicolo.
Un'attenta valutazione dell'usura di componenti interni come volante, pedali e sedili può fornire ulteriori indizi sulla reale percorrenza. È inoltre utile richiedere report specifici sulla storia del veicolo e diffidare di offerte con chilometraggi eccessivamente bassi rispetto all'età e al modello dell'auto.
Qualora si scopra una manomissione del contachilometri dopo l'acquisto, è possibile attivarsi sia in sede civile che penale. La giurisprudenza ha riconosciuto la risoluzione del contratto nei casi di alterazione grave e ha confermato che tale pratica può configurare il reato di truffa contrattuale. È quindi essenziale raccogliere tutta la documentazione pertinente (annuncio, contratto di vendita, ricevute, storico revisioni, report veicolo, diagnosi), contestare formalmente il problema al venditore e, a seconda della gravità, richiedere la riduzione del prezzo, il risarcimento, la restituzione del veicolo o, nei casi più seri, presentare una denuncia-querela, preferibilmente con l'assistenza di un legale o di un'associazione dei consumatori.