Un padre di 23 anni è stato condannato a otto anni di reclusione dal Gup di Padova per aver seviziato il proprio figlio neonato di appena cinque mesi. L'obiettivo era procurargli una disabilità al fine di ottenere sussidi economici. La sentenza, pronunciata il 16 luglio 2026 al termine del rito abbreviato, ha stabilito anche una provvisionale di risarcimento di un milione di euro a favore della giovane vittima, gravemente colpita da maltrattamenti e lesioni permanenti.

L'indagine che ha portato alla condanna è scattata in seguito alle segnalazioni dei medici dell'Azienda ospedaliera di Padova.

Il personale sanitario aveva notato un inspiegabile peggioramento delle condizioni del piccolo paziente, ricoverato per cure, subito dopo le visite dei familiari. Questo andamento anomalo ha destato forti sospetti.

Le successive verifiche, supportate dall'installazione di telecamere da parte della Polizia, hanno rivelato la drammatica verità. Le immagini hanno mostrato il genitore mentre infliggeva al figlio gravi lesioni permanenti al cavo orale, inserendogli un dito in gola. Questi atti di violenza avvenivano quando la madre e il personale medico erano assenti dalla stanza del bambino. Le lesioni fisiche riscontrate sono state poi confermate da una perizia disposta dal Giudice in incidente probatorio nel maggio del 2025, un anno prima della sentenza.

Gli abusi e la tutela del minore

Il caso ha evidenziato una serie di abusi sistematici che, secondo gli inquirenti, sarebbero iniziati fin dalla nascita del neonato e si sarebbero protratti per mesi, culminando nel ricovero ospedaliero del bambino. Il padre era stato arrestato il 30 ottobre 2025 con l'accusa di aver ripetutamente seviziato il figlio proprio con l'intento di simulare una disabilità e accedere così ai benefici economici previsti per i minori invalidi.

Oggi, il bambino ha finalmente superato il lungo e difficile percorso clinico ed è fuori pericolo. Insieme al fratello maggiore, ha trovato accoglienza in una struttura protetta, dove è sotto la tutela quotidiana dei Servizi Sociali.

Questi ultimi si occupano del benessere e della crescita dei due fratellini, garantendo loro un ambiente sicuro dopo i gravi episodi di violenza subiti.

Sviluppi legali e il ruolo dei Servizi Sociali

Per quanto riguarda la situazione familiare, la madre del bambino, che non risulta coinvolta nei maltrattamenti, non ha al momento riottenuto l'affido dei figli. Il padre, invece, a cui è stata revocata la potestà genitoriale, si trova attualmente agli arresti domiciliari in un'abitazione situata nella provincia di Vicenza. Le indagini della procura sono in fase di conclusione, con l'acquisizione delle ultime perizie mediche, fondamentali per stabilire con precisione l'entità dei danni permanenti provocati dalle sevizie.

Questo drammatico episodio sottolinea l'importanza cruciale della collaborazione sinergica tra il personale sanitario, le forze dell'ordine e i servizi di tutela minorile. Una tale sinergia è indispensabile per rilevare tempestivamente e contrastare efficacemente situazioni di abuso familiare, proteggendo i più vulnerabili.