La Confederazione Nazionale dell'Artigianato (Cna) ha lanciato un appello urgente alla Regione Abruzzo affinché venga proclamato lo stato di calamità naturale in seguito alla violenta grandinata che ha colpito diverse aree della provincia di Teramo il 21 luglio 2026. L'organizzazione sollecita inoltre il coinvolgimento del Governo per l'adozione di misure di sostegno mirate e richiede un primo stanziamento regionale per far fronte agli ingenti danni subiti dal tessuto produttivo locale.

La grandinata ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione, causando estesi danneggiamenti a edifici, impianti fotovoltaici, veicoli e all'intera dotazione infrastrutturale.

I presidenti della Cna regionale, Bernardo Sofia, e provinciale di Teramo, Alfredo Martinelli, hanno sottolineato una criticità fondamentale: le cosiddette “polizze catastrofali” che le imprese sono obbligate a sottoscrivere "non coprono i danni patiti". La Confederazione artigiana ha espresso la necessità di una rapida e capillare conta dei danni subiti dalle aziende, descrivendo l'evento meteorologico come di "un’intensità devastante, che ha messo in ginocchio molte delle nostre imprese già alle prese con sfide quotidiane".

Richiesta di Mappatura e Sostegno

L'obiettivo primario della Cna è ottenere una mappatura precisa e tempestiva dei danni. Questa rilevazione è considerata uno strumento indispensabile per poter richiedere a Regione e Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l'attivazione immediata di misure di sostegno, agevolazioni e ristori economici.

L'associazione invita attivamente associati, artigiani, commercianti e piccole e medie imprese che hanno riportato danni a strutture o mezzi strumentali a documentare accuratamente i danni subiti, anche attraverso materiale fotografico e preventivi di spesa per il ripristino, e a contattare le sedi territoriali della Cna per assistenza.

Le Aree Più Colpite e le Conseguenze

Le aree più duramente colpite dalla grandinata includono Roseto degli Abruzzi, Bellante, San Nicolò a Tordino e la zona industriale di Teramo. Qui, la violenza dell'evento ha causato danni evidenti come parabrezza bucati, lunotti sfondati, pannelli solari danneggiati, tetti rotti e finestre in pezzi. Immagini diffuse dalla Fim Cisl della provincia di Teramo hanno mostrato decine di auto letteralmente distrutte nei parcheggi dell’area di Villa Zaccheo, un polo che ospita numerose aziende.

Questi danni hanno generato forte preoccupazione tra i lavoratori impegnati nei turni, che si interrogano su come potranno coprire i costi di riparazione. Anche il sindacato ha sollecitato un intervento risolutivo della Regione e la proclamazione dello stato di calamità naturale, chiedendo specifici stanziamenti destinati al risarcimento dei danni.