Maggiore presenza dello Stato sul territorio, rafforzamento dei presidi tecnologici e un’azione integrata che includa riqualificazione urbana e politiche sociali. È questa la visione sulla sicurezza illustrata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenuto in collegamento video con il Sole 24 Ore.

"Serve un approccio integrato alla sicurezza"

Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato la necessità di un’azione coordinata tra istituzioni centrali e amministrazioni locali, evidenziando il ruolo complementare dei Comuni.

"Da un lato chiediamo al Governo, allo Stato, una maggiore presenza e presidio del territorio, dall'altro da parte nostra abbiamo molto rafforzato i presidi tecnologici.

I Comuni hanno la competenza sulla videosorveglianza, leva molto importante, ma c'è anche tutto un tema di rafforzamento della sicurezza integrata e di lavorare sulla riqualificazione urbana, sulle politiche educative, sull'inclusione sociale e lavorativa che sono elementi fondamentali per eliminare quell'humus nel quale si sviluppano fenomeni malavitosi".

Le competenze tra Stato e Comuni

Manfredi ha poi richiamato la distinzione tra le responsabilità istituzionali in materia di ordine pubblico, ribadendo il ruolo centrale dello Stato.

"Spesso si attribuisce ai sindaci la responsabilità della sicurezza urbana che è invece competenza dello Stato e del ministero dell'Interno, attraverso le forze dell'ordine e la prefettura".

Allo stesso tempo, ha evidenziato come i Comuni restino comunque attori fondamentali nella gestione quotidiana del territorio.

"Noi siamo sul territorio e sappiamo che dobbiamo partecipare a questo processo di miglioramento della sicurezza e di percezione di sicurezza da parte dei cittadini".

I dati su Napoli e il tema della violenza giovanile

Il sindaco ha infine richiamato alcuni indicatori relativi alla città, sottolineando una riduzione dei reati ma anche la presenza di nuove criticità sociali.

"A Napoli il numero di reati è sceso drasticamente negli ultimi anni, ma abbiamo fenomeni legati all'esibizione di violenza e c'è un'eccessiva circolazione di armi. Abbiamo assistito ad atti che derivano soprattutto da fenomeni, nell'ambito giovanile, di risse, scontri, c'è un uso della violenza da parte dei giovani e dei minorenni che richiede repressione, ma anche un'attenzione sociale a un fenomeno che si è diffuso in maniera grande anche con modelli che circolano sui social".