Un grave episodio di violenza ha scosso la periferia di Milano la mattina del 4 luglio, quando Lamin Saidilly, un ventiduenne nato in Italia da genitori originari del Gambia, è stato arrestato con l'accusa di aver accoltellato un uomo davanti a un bar. La vittima, identificata come Gerardo P., un cinquantacinquenne che stava conversando con l'anziano padre all'esterno del bar “La Giada” in zona San Siro, è stata colpita e ora versa in gravi condizioni. Saidilly, difeso dall'avvocata Simona Brambilla, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia.

Il giovane è accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e da futili e abbietti motivi.

Il passato in Gran Bretagna e il rientro in Italia

Le indagini sul profilo di Lamin Saidilly rivelano un recente rientro in Italia, avvenuto alla fine del 2025, dopo aver trascorso circa dieci anni in Gran Bretagna. Durante questo periodo, Saidilly ha scontato un periodo di detenzione in carcere, i cui dettagli – durata e reato contestato – sono ancora oggetto di approfondite verifiche da parte delle autorità. Le prime informazioni giunte dall'Inghilterra, attraverso i canali di cooperazione internazionale, suggeriscono che la reclusione possa essere collegata a un episodio di violenza avvenuto a Leeds nel novembre del 2023, dove un venticinquenne fu accoltellato a scopo di rapina fuori da un pub.

Tuttavia, sono in corso accertamenti per confermare l'identità di Saidilly ed escludere un caso di omonimia.

Una volta rientrato in Italia, il ventiduenne si era stabilito a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, vivendo con il padre Dodou in un appartamento condiviso. Qui aveva trovato impiego come magazziniere in una nota azienda alimentare. La sua permanenza a Conegliano si è interrotta dopo un litigio con il padre, che lo accusava di non contribuire economicamente alle spese comuni. In seguito a questa discussione, Saidilly si è trasferito a Milano il 23 giugno, dove ha soggiornato in tre diversi alberghi fino al 30 giugno. Da quella data, gli investigatori non hanno più avuto elementi certi sui suoi spostamenti fino al giorno dell'aggressione.

Le indagini e la difesa dell'aggressore

Durante l'interrogatorio di convalida in carcere, Lamin Saidilly ha dichiarato di non ricordare nulla dell'aggressione del 4 luglio. La sua legale, Simona Brambilla, ha riferito che il giovane non avrebbe memoria neanche della presunta frase delirante: “Mi sono divertito, una volta fuori lo rifaccio”, che gli viene attribuita. L'avvocata ha inoltre precisato che «non mi risulta sia stato in cura per problemi psichici» e ha aggiunto di non poter fornire alcuna informazione riguardo all'accoltellamento in Inghilterra. Il pubblico ministero Elio Ramondini ha richiesto la custodia cautelare in carcere per il ventiduenne, e la decisione del giudice per le indagini preliminari Luigi Iannelli è attesa a stretto giro.

Nel frattempo, i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Milano continuano le verifiche e attivano i canali internazionali per acquisire tutti i dettagli sulla detenzione di Saidilly nel Regno Unito.