La Sardegna è stata colpita oggi da trentatré blackout, un'emergenza che ha interessato diverse aree dell'isola. Le interruzioni di corrente si sono concentrate nel Cagliaritano, nel Sud Sardegna e nella Gallura, coinvolgendo anche località turistiche costiere. La situazione è monitorata, con la mappa delle interruzioni aggiornata sul sito di E-distribuzione.
Rete elettrica sotto stress per il caldo record
La causa principale è l'intensa ondata di caldo che ha investito la regione, aumentando significativamente la richiesta di energia elettrica.
L'uso massiccio di condizionatori ha generato un surplus di consumo, mettendo a dura prova la rete elettrica e causando frequenti interruzioni già nei giorni scorsi. Un caso emblematico è quello di Maracalagonis, dove la sindaca Francesca Fadda ha informato la cittadinanza per ventiquattro ore sulle segnalazioni e le risposte ricevute dalla società elettrica. Il ripristino della corrente è avvenuto il 18 luglio, grazie all'installazione di una Power Station vicino alla scuola dell'infanzia 'Osa Duca degli Abruzzi'.
Disagi prolungati ad Assemini e Decimomannu
L'impatto dell'ondata di calore e dei blackout è stato particolarmente severo nei comuni di Assemini e Decimomannu, nel Cagliaritano e Sud Sardegna, dove le interruzioni elettriche si sono protratte per giorni.
Qui, numerose attività commerciali sono state costrette a chiudere per guasti ai sistemi di refrigerazione. La prolungata assenza di corrente ha creato serie preoccupazioni per la salute delle fasce più fragili della popolazione (anziani e bambini), privati della climatizzazione necessaria. Il sindaco di Assemini, Mario Puddu, ha dichiarato che "le temperature estreme stanno mettendo sotto stress gli impianti, facendo scattare i sistemi automatici di protezione". La sindaca di Decimomannu, Monica Cadeddu, ha sottolineato la necessità di rendere la rete elettrica più resiliente per affrontare eventi climatici estremi, richiedendo infrastrutture adeguate.
Nonostante alcuni guasti siano stati parzialmente risolti la sera del 17 luglio, la popolazione attende con urgenza ulteriori interventi e, soprattutto, investimenti infrastrutturali che possano prevenire il ripetersi di simili paralisi, garantendo maggiore stabilità della fornitura.