La Sala Stampa della Santa Sede ha smentito con fermezza le recenti indiscrezioni e notizie diffuse dai media. Le informazioni riguardavano una presunta deliberazione da parte dei giudici impegnati nel caso del reverendo Marko Ivan Rupnik. Il Vaticano ha chiarito che tali notizie sono "assolutamente infondate", ribadendo che la valutazione del caso è ancora in corso e che il collegio giudicante sta esaminando attentamente tutta la documentazione pertinente.

Il processo di esame è tutt'altro che concluso. I membri del collegio stanno scrutinando una vasta gamma di materiali, inclusi documenti provenienti dalle diverse diocesi coinvolte, dalla Compagnia di Gesù, dalle persone direttamente interessate e dalla stampa.

Questa fase di raccolta e analisi è fondamentale per la completezza e l'accuratezza del giudizio. Si ricorda che Marko Ivan Rupnik, famoso mosaicista ed ex gesuita, è al centro di gravi accuse di abusi mosse da diverse religiose.

Il tribunale canonico e la sua composizione

Il tribunale canonico che segue il caso Rupnik è composto da cinque giudici, nominati il 9 ottobre 2025 dal Dicastero per la Dottrina della Fede. La loro selezione è stata orientata a garantire la massima autonomia e indipendenza del processo giudiziario. I giudici sono donne e chierici esterni alla Curia Romana, una scelta che mira a prevenire potenziali conflitti di interesse e a garantire un'analisi obiettiva e imparziale delle accuse.

Questa configurazione rafforza la trasparenza e l'integrità del percorso giudiziario intrapreso dalla Santa Sede. Il procedimento canonico prosegue dunque il suo iter secondo le normative ecclesiastiche e, come confermato, non è stata ancora emessa alcuna sentenza o verdetto finale riguardo alle gravi imputazioni che gravano sull'ex gesuita.