Una violenta ed eccezionale grandinata ha flagellato il territorio della provincia di Teramo, lasciando dietro di sé danni significativi a cittadini, imprese e infrastrutture. Di fronte a questa calamità, il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, ha espresso la sua solidarietà alle comunità colpite e ha delineato le prime azioni immediate per supportare residenti e attività economiche.

Il primo cittadino ha sottolineato l'importanza cruciale della collaborazione tra le istituzioni per garantire l'ottenimento dei necessari ristori. "Nell'esprimere la mia solidarietà a tutti i cittadini di tutte le comunità del territorio provinciale che hanno subito gli effetti di questa grandinata così anomala e violenta", ha dichiarato D'Alberto, invitando contestualmente cittadini e privati a documentare con precisione ogni danno subito.

Anche il Comune, infatti, sta procedendo alla rilevazione delle perdite nelle strutture pubbliche.

Le criticità maggiori si sono concentrate nella zona est del capoluogo, in particolare a Sant'Atto e San Nicolò a Tordino, dove l'Ufficio tecnico di Protezione civile è già operativo per la stima dettagliata dei danni. Il Comune di Teramo si è inoltre fatto promotore di una regia congiunta con altri centri duramente colpiti, tra cui Bellante, Castellalto, Notaresco, Mosciano Sant’Angelo e Roseto degli Abruzzi. L'obiettivo è coordinare le richieste di riconoscimento dello stato di calamità naturale. "Ci muoveremo in modo congiunto e ci coordineremo", ha garantito il sindaco, evidenziando come un quadro complessivo dell'entità del danno sia fondamentale per le richieste di riconoscimento.

"L'azione deve essere di rete".

L'impatto devastante e l'appello dei sindacati

La grandinata ha colpito con particolare intensità diverse aree della provincia, tra cui Roseto degli Abruzzi, Bellante, San Nicolò a Tordino e la zona industriale di Teramo. I chicchi di grandine, descritti come grandi come arance, hanno causato devastazioni a parabrezza, lunotti, pannelli solari, tetti e finestre. Particolarmente drammatiche le immagini provenienti dai parcheggi dell’area di Villa Zaccheo, sede di numerose aziende, dove decine di auto sono state letteralmente distrutte. Si tratta principalmente dei veicoli dei lavoratori impegnati nel turno pomeridiano.

La Fim Cisl della provincia di Teramo ha diffuso le immagini dei danni e ha lanciato un accorato appello alla Regione, sollecitando la proclamazione dello stato di calamità naturale e lo stanziamento di fondi specifici per il risarcimento.

Il sindacato ha posto l'accento sulla difficoltà economica dei lavoratori colpiti, molti dei quali con stipendi medi di circa 1700 euro al mese, che si troveranno a dover affrontare ingenti spese per le riparazioni.

Coordinamento istituzionale e danni sul litorale

La risposta delle istituzioni si concentra sulla raccolta puntuale delle segnalazioni di danni e sulla stima delle perdite, attività considerate prioritarie per la successiva richiesta di riconoscimento dello stato di calamità. Il Comune di Teramo, in sinergia con gli altri centri colpiti, mira a presentare una richiesta unitaria, ribadendo l'importanza di un'azione di rete per ottenere i ristori necessari a sostenere cittadini e imprese.

Parallelamente, anche il litorale chietino, da Vasto a Francavilla, è stato interessato da piogge intense e raffiche di vento. Questi fenomeni hanno provocato mareggiate e ulteriori danni alle strutture balneari. Le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali continuano a monitorare attentamente la situazione e a raccogliere le segnalazioni, al fine di definire un quadro complessivo e dettagliato dei danni subiti sull'intero territorio.