A Trieste, il Tribunale ha reso definitive le prime sentenze che riconoscono un risarcimento agli eredi di cittadini italiani deportati nei lager nazisti. Queste azioni legali sono state avviate a seguito dell’istituzione, nel 2022 presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di un fondo dedicato al ristoro dei danni subiti dalle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dal Terzo Reich. La maggior parte delle richieste riguarda gli internati militari italiani.
I casi di risarcimento riconosciuti
Tra i casi principali, spicca quello di Alfonso Cavedale, nato a Bicinicco (Udine) nel 1915 e deceduto il 4 aprile 1945.
Il Tribunale di Trieste ha riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania, quale Stato successore del Terzo Reich, per la deportazione, il lavoro forzato e la morte di Cavedale nel campo di concentramento di Flossenbürg. I fatti sono stati qualificati come crimini di guerra e contro l’umanità. L’azione giudiziaria, promossa dai nipoti, ha portato a un risarcimento di 85.887 euro, oltre agli interessi. La sentenza è divenuta irrevocabile, non essendo stata impugnata.
Un altro risarcimento è stato riconosciuto al figlio di un cittadino triestino, internato tra il 1943 e il 1945 nello Stammlager di Bad Orb, in Assia. Costretto ai lavori forzati in una fabbrica di armamenti, l’uomo sopravvisse alle condizioni disumane, ma soffrì per tutta la vita di una grave forma di stress post-traumatico.
La sentenza definitiva ha stabilito un indennizzo di 67.965 euro.
Il quadro giuridico e il fondo ristori
Il Tribunale di Trieste ha ribadito la giurisdizione del giudice italiano, escludendo l’immunità dello Stato tedesco per i crimini contro l’umanità e dichiarando il difetto di legittimazione passiva dello Stato italiano. Ha inoltre chiarito che il fondo istituito nel 2022 presso il Ministero dell’Economia è destinato esclusivamente alla fase esecutiva dei risarcimenti, senza trasferire allo Stato italiano la responsabilità degli illeciti.
La responsabilità della Repubblica Federale di Germania per i crimini del Terzo Reich è stata affermata anche in altre sedi. Il Tribunale di Firenze, ad esempio, ha recentemente condannato la Germania al risarcimento per l’eccidio di San Severo, avvenuto il 14 luglio 1944.
Anche in questo caso, i fatti sono stati qualificati come crimine di guerra e contro l’umanità, riconoscendo il “danno catastrofale” e ribadendo che il fondo italiano interviene unicamente nella fase esecutiva dei risarcimenti.