A trentacinque anni dallo storico sbarco della nave Vlora nel porto di Bari, il Comune ha ricordato uno degli eventi che hanno segnato la storia della città. In occasione dell'anniversario, il sindaco Vito Leccese ha accolto il ballerino Kledi Kadiu, arrivato in Italia proprio con quel viaggio della speranza.
Il ricordo dello sbarco
"L'accoglienza dei cittadini baresi che l'8 agosto 1991 accorsero in aiuto dei 20mila albanesi arrivati in Puglia a bordo della nave Vlora fu la dimostrazione del grande trasporto umano della nostra comunità".
Con queste parole il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ricordato lo sbarco che cambiò la storia del capoluogo pugliese.
Nel corso della cerimonia ha consegnato a Kledi Kadiu, divenuto noto in Italia anche grazie alla partecipazione al programma televisivo "Amici di Maria De Filippi", un ulivo in ceramica realizzato dagli artigiani locali.
La memoria condivisa
La cerimonia si è svolta nella sala giunta del Comune di Bari. In quell'occasione Leccese ha ricordato la partecipazione, insieme a Kadiu, al documentario "La nave dolce", diretto da Daniele Vicari.
"Quel nome è stato scelto dal regista - ha spiegato Leccese - perché la nave Vlora trasportava zucchero, ma anche perché era carica di quella dolcezza che solo l'umanità e i buoni sentimenti possono trasmettere".
Il sindaco ha ricordato anche il proprio ruolo all'epoca dei fatti, quando faceva parte della giunta guidata da Enrico Dalfino, sottolineando che lo sbarco "fu un evento fortemente impattante da un punto di vista della gestione, ma lo ricordiamo con i migliori sentimenti di questa città".
"In quella vicenda - ha proseguito - come accade oggi, per esempio a Ceuta, lo Stato decise per un'operazione di polizia finalizzata al rimpatrio immediato", mentre l'approccio della comunità barese fu differente.
La risposta della città
"Guidata dallo straordinario sindaco Dalfino - ha raccontato l'attuale sindaco - chiedeva di gestire quell'operazione come un'operazione di protezione civile".
L'intera città di Bari, ha concluso Leccese, "si mobilitò attraverso le sue forze: i medici in ferie ritornarono presso gli ospedali per dare assistenza e poi tanti cittadini vennero in prossimità dello stadio della Vittoria con viveri e generi alimentari che volevano donare ai profughi che si trovavano all'interno"