Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp ha denunciato una situazione di caos nel carcere di Torino, definendolo una «vera baraonda, completamente fuori controllo». Dall’inizio del 2026, sono state registrate 55 aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria. La denuncia è stata rilanciata il 23 agosto 2026, a seguito di una serie di episodi avvenuti il giorno precedente all’interno della struttura penitenziaria torinese.

Episodi recenti e le richieste del sindacato

Tra gli episodi più recenti segnalati dall'Osapp, al padiglione B, un detenuto di nazionalità marocchina ha colpito con un pugno un agente, causandogli una prognosi di tre giorni.

Nel padiglione C, un detenuto italiano ha sferrato un calcio a un agente, che ha riportato una prognosi di otto giorni, e ha lanciato una bomboletta di gas accesa, fortunatamente senza conseguenze. Un altro incidente ha coinvolto un detenuto italiano sottoposto a regime di alta sicurezza, il quale si è rifiutato di rientrare nella propria cella, continuando a muoversi liberamente nel corridoio del padiglione A.

Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, ha definito le 55 aggressioni registrate in otto mesi come un «dato drammatico», criticando il silenzio delle istituzioni. Il sindacato ha sollecitato un intervento urgente del ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’invio di ispettori e un avvicendamento immediato dei vertici dell’amministrazione penitenziaria.

Il contesto delle aggressioni e l'allarme Osapp

Il carcere di Torino è stato teatro di numerosi episodi di violenza contro il personale penitenziario nel corso del 2026. Un evento particolarmente grave si è verificato il 12 agosto 2026 nel padiglione D, quando quattro agenti sono stati aggrediti da un detenuto italiano di 35 anni, già noto per precedenti comportamenti critici in almeno altre otto carceri. L’aggressione ha reso necessario il trasferimento in ospedale sia degli agenti coinvolti sia di un altro detenuto che era intervenuto in loro aiuto.

L’Osapp ha evidenziato una situazione in cui «sembra che siano i detenuti a comandare, facendo ciò che vogliono, mentre il personale di Polizia Penitenziaria è completamente esasperato e disgustato da una situazione divenuta ormai insostenibile». Per questo, il sindacato ha richiesto una «seria assunzione di responsabilità da parte dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria, fino a valutarne l’avvicendamento».