A Pescara, nella sala Europa dell’Aurum, si è tenuto il convegno "Oltre la miniera - Da Marcinelle al futuro", un evento promosso dall’assessore regionale al Lavoro Tiziana Magnacca in occasione del settantesimo anniversario della tragedia del Bois du Cazier. L'8 agosto di settant'anni fa, a Marcinelle, persero la vita 262 minatori, tra cui 60 abruzzesi, in uno degli eventi più dolorosi della storia dell'emigrazione italiana. L'appuntamento ha unito il ricordo di quella drammatica emigrazione italiana a una profonda riflessione sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, dell’energia e delle nuove sfide che caratterizzano il mercato del lavoro attuale.
L’assessore Tiziana Magnacca ha evidenziato come la tragedia di Marcinelle abbia lasciato "famiglie disorientate e nella miseria", sottolineando il dovere di ricordarla "senza cadere nella retorica, ma comprendendone la profonda attualità". Ha inoltre rimarcato che quei fatti richiamano con forza il tema della sicurezza, da declinare non solo negli ambienti lavorativi, ma anche nell’approvvigionamento energetico e nella gestione dei flussi migratori. Magnacca ha ribadito un principio inderogabile: "Nessuno sviluppo economico può passare sulla pelle dell’uomo: garantire che chi esce per lavorare torni a casa la sera è un principio inderogabile".
Partecipazioni e iniziative culturali collaterali
L’incontro, moderato dal direttore del quotidiano “Il Centro” Luca Telese, ha visto la partecipazione di numerose personalità. Tra queste, il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca, Viktor Vermeire dell’Ambasciata del Belgio, il professore Tonio Di Battista e lo storico Marco Patricelli. Erano presenti anche i rappresentanti di Camera di Commercio e Confindustria, insieme ai segretari regionali di CGIL, CISL e UIL. La giornata è stata arricchita da momenti culturali significativi: le musiche di Lara Molino, l’anteprima del podcast “Gli ultimi minatori” di Riva e Ravier e una suggestiva mostra fotografica, curata dallo stesso Ravier, allestita negli spazi dell’Aurum.
Il Comune di Manoppello, insignito del titolo di “Città Martire di Marcinelle”, ha ricordato con dolore che ben 22 suoi cittadini persero la vita nella miniera di Charleroi durante quella tragica giornata. Le autorità comunali hanno annunciato l’avvio delle procedure per istituire la Fondazione “Marcinelle dueseidue”. Questa fondazione avrà l’obiettivo primario di promuovere la memoria, la dignità del lavoro e la sicurezza, attraverso una serie di iniziative culturali e progetti specifici rivolti alle nuove generazioni.
Il valore della memoria e le sfide attuali
Durante il convegno è stato fortemente ribadito il valore inestimabile della memoria storica e la necessità di affrontare con pragmatismo il complesso tema dei flussi migratori.
Si è ricordato, infatti, come oggi numerosi lavoratori stranieri svolgano mansioni essenziali in settori chiave dell'economia italiana, come l'agricoltura e l'edilizia. L'assessore Magnacca ha espresso gratitudine ai sindacati, alle categorie economiche, alla Camera di Commercio, al Comune di Manoppello e all’Ambasciata del Belgio, sottolineando che "da un immenso dolore è nata una storia di reciproco riconoscimento e dignità, alle radici dell’Europa stessa".
Il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, ha concluso ribadendo un concetto fondamentale: "Ricordare Marcinelle significa ribadire che il lavoro non può mai costare la vita e Marcinelle richiama al dovere della memoria". La memoria di questa tragedia indelebile viene mantenuta viva con grande impegno dalle famiglie delle vittime e dall’intera comunità locale, un ricordo perpetuato anche attraverso la figura di Lucia Romasco, l'ultima vedova di Marcinelle, simbolo vivente di un dolore che non si è mai rimarginato.