La notte tra il 21 e il 22 agosto è stata segnata da due distinti e violenti assalti ai bancomat nel territorio veronese. Ignoti malviventi hanno preso di mira e fatto esplodere gli sportelli ATM del Banco BPM, colpendo contemporaneamente due località: Tregnago, situata nella Val d'Illasi, e Pescantina, nella Valpolicella. In entrambi i casi, la quiete notturna è stata bruscamente interrotta da una forte esplosione, che ha allarmato i residenti. Questi ultimi hanno prontamente segnalato l'accaduto alle autorità, dando il via alle prime fasi delle indagini.
Dettagli degli assalti e indagini in corso
A seguito delle segnalazioni, i Carabinieri sono intervenuti con urgenza sui luoghi degli assalti per avviare le prime indagini. Il lavoro degli inquirenti si sta concentrando sull'analisi approfondita delle immagini catturate dai circuiti di videosorveglianza presenti nelle due filiali, un elemento cruciale per identificare i responsabili e ricostruire la dinamica precisa degli eventi. Al momento, l'ammontare dell'eventuale bottino sottratto non è stato ancora reso noto. Gli investigatori, basandosi sulle modalità operative simili e sulla ravvicinata tempistica degli attacchi, ritengono altamente probabile che i due episodi siano stati messi a segno dalla stessa banda criminale.
Le operazioni di raccolta delle prove e di meticolosa ricostruzione della sequenza dei fatti sono tuttora in corso, con l'obiettivo di fare piena luce sull'accaduto.
Tecniche d'assalto agli sportelli bancomat: il modus operandi
Il fenomeno degli assalti agli sportelli automatici, purtroppo, non è nuovo e segue spesso un modus operandi consolidato. Secondo quanto documentato in episodi analoghi, come il tentato assalto al bancomat della filiale BPM di Suzzara, in provincia di Mantova, i malviventi ricorrono frequentemente all'utilizzo di ordigni artigianali, comunemente noti come “marmotte”. Questi dispositivi vengono inseriti all'interno dello sportello per provocarne l'esplosione e, di conseguenza, accedere al denaro custodito.
Nel caso specifico di Suzzara, tuttavia, il piano non è andato a buon fine: l'esplosivo non è detonato e i responsabili si sono dati alla fuga, probabilmente disturbati da fattori esterni o dal rischio imminente di essere scoperti. L'intervento tempestivo delle forze dell'ordine, in particolare dei Carabinieri, e i successivi rilievi tecnici sul posto rappresentano strategie fondamentali non solo per raccogliere elementi utili alle indagini, ma anche per contrastare efficacemente questi reati.
Le indagini proseguono senza sosta per identificare i responsabili dei due assalti avvenuti nel veronese e per verificare eventuali collegamenti con episodi criminali simili che potrebbero essersi verificati in altre province, nell'ambito di un'attività investigativa più ampia mirata a smantellare queste organizzazioni.