Il Rifugio Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca al Bernina, la struttura ricettiva più elevata della Lombardia, situata a 3.609 metri di altitudine in Valmalenco, ha annunciato la sua chiusura immediata. La decisione, comunicata dalla sezione valtellinese del Club Alpino Italiano (CAI), è stata presa a causa delle condizioni avverse delle vie di accesso, rese pericolose da un caldo anomalo che ha gravemente compromesso la stabilità del manto nevoso, generando crepacci e rendendo impraticabili i percorsi.

La struttura, punto di riferimento per migliaia di escursionisti e alpinisti ogni estate e base strategica per le ascensioni al Pizzo Bernina, rimarrà inaccessibile “fino a nuove condizioni di fruibilità della montagna”.

L'avviso sottolinea come le temperature eccezionalmente alte abbiano creato una situazione di rischio elevato. Un commento diffuso sui canali social del CAI valtellinese ha evidenziato l'eccezionalità dell'evento con la frase: “Mai successo”.

Questa situazione senza precedenti è strettamente correlata all'innalzamento dello zero termico sulle Alpi, che in questi giorni ha raggiunto quote straordinarie, attestandosi tra i 4.200 e i 4.500 metri. Tale quota è ben superiore a quella del rifugio stesso, indicando un'anomalia climatica significativa che incide direttamente sulla sicurezza in alta montagna.

Il Rifugio: un punto di riferimento alpino

Il Rifugio Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca al Bernina si conferma come il rifugio più alto della Lombardia.

La sua posizione a 3.609 metri sul livello del mare, nel comune di Lanzada, nelle Alpi Retiche occidentali, lo rende un crocevia fondamentale per gli amanti della montagna. Si tratta di una struttura custodita, operativa principalmente durante la stagione estiva, e rappresenta la base ideale per le impegnative ascensioni al Pizzo Bernina, attirando appassionati da ogni dove.

L'impatto del caldo anomalo e lo zero termico

L'attuale ondata di caldo eccezionale ha avuto un impatto diretto e preoccupante sull'ambiente alpino, spingendo lo zero termico a superare i 4.500 metri di altitudine. In condizioni climatiche normali, la linea dello zero termico si posiziona generalmente tra i 3.300 e i 3.400 metri.

Questo drastico innalzamento comporta un accelerato scioglimento del manto nevoso e un'accresciuta instabilità del terreno, fattori che rendono estremamente pericolose le attività in quota e giustificano la decisione di chiusura del rifugio.