Una delegazione dei Radicali Italiani, guidata dal presidente Filippo Blengino, ha effettuato una visita il 31 agosto 2026 presso la casa circondariale di Marassi, a Genova. L'iniziativa si inserisce in un tour nazionale per monitorare le condizioni dei detenuti e delle strutture. Al termine dell'ispezione, Blengino ha denunciato una situazione di grave sovraffollamento e sottorganico, evidenziando criticità significative che interessano sia il corpo della Polizia Penitenziaria sia il settore educativo dell'istituto.
I dati raccolti durante la visita rivelano una realtà preoccupante: il carcere genovese ospita attualmente 698 detenuti, un numero ben superiore alla sua capienza reale, stimata in soli 535 posti.
Tra questi, 151 persone sono in attesa di giudizio, contribuendo al carico. Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dalla forte presenza di detenuti stranieri, che costituiscono il 60 per cento della popolazione carceraria. Blengino ha sottolineato, inoltre, la carenza drammatica di personale educativo, con la presenza di un unico educatore per l'intera popolazione detenuta. Blengino ha evidenziato come il sovraffollamento si faccia sentire in modo particolarmente gravoso, specie con il caldo, esercitando un "peso sostanziale sulla pelle dei detenuti e dei detenenti".
Carenza di personale e impatto operativo
La problematica del sottorganico non si limita al settore educativo, ma si estende anche alla Polizia Penitenziaria.
L'istituto conta infatti su 237 agenti attivi, a fronte di una pianta organica che ne prevederebbe 264. Filippo Blengino ha ribadito che la carenza di personale rappresenta una delle criticità più acute della struttura, affermando che il carcere di Marassi "soffre non solo un sovraffollamento importante, ma anche una carenza di personale notevole sia per quanto riguarda la Polizia Penitenziaria che per quanto riguarda gli educatori". Questa situazione incide pesantemente sulle capacità operative e gestionali, rendendo più arduo il mantenimento di condizioni adeguate e la gestione quotidiana.
Nonostante le difficoltà, la delegazione ha rilevato alcuni aspetti strutturali delle celle che si distinguono positivamente.
Nelle celle destinate a sei persone, sono presenti servizi igienici completi di bagno e doccia, una caratteristica non comune rispetto a molte altre strutture carcerarie italiane. Tuttavia, questo dettaglio non attenua le preoccupazioni generali sollevate dalla delegazione, che ha inserito tale osservazione nel contesto delle gravi mancanze di personale e delle complessive difficoltà operative.
Profilo dei detenuti: giovani, stranieri e anziani
Un altro aspetto significativo emerso dalla visita riguarda la composizione della popolazione detenuta. Blengino ha posto l'accento sulla presenza di un numero elevato di detenuti molto giovani, spesso giovanissimi quasi tutti stranieri. Molti di questi sono stati identificati come ex minori non accompagnati e presentano forti disagi psichiatrici, una condizione che richiede attenzione e risorse specifiche che l'istituto fatica a garantire.
La presenza di numerosi diciottenni testimonia una problematica sociale complessa che si riflette nelle mura carcerarie. All'altro estremo dello spettro anagrafico, la delegazione ha segnalato la presenza di detenuti molto anziani: il più anziano al momento della visita aveva 85 anni, mentre alcune settimane prima era stato presente anche un detenuto di 97 anni, evidenziando la necessità di strutture e assistenza adeguate per questa fascia d'età.