Un grave episodio di violenza ha scosso la casa di reclusione di Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove una dirigente sostituta del comandante è stata aggredita da un detenuto. L'incidente, avvenuto il 15 agosto 2026, ha coinvolto un recluso sottoposto al regime di alta sicurezza, scatenando l'immediata denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Osapp. Gli agenti presenti sono intervenuti con prontezza, riuscendo a bloccare l'aggressore, un uomo di circa cinquant'anni già noto per i suoi legami con i vertici di un clan della Sacra corona unita.
Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, ha espresso una ferma condanna per l'accaduto, sottolineando la particolare gravità dell'aggressione. Beneduci ha evidenziato come sia inaccettabile che una rappresentante dell'amministrazione penitenziaria possa subire violenza nello svolgimento delle sue funzioni. "È particolarmente grave che l'aggressione abbia colpito una donna che quotidianamente svolge il proprio ruolo istituzionale all'interno del carcere", ha dichiarato il segretario, aggiungendo che l'episodio "evidenzia anche il preoccupante venir meno del rispetto nei confronti delle donne che operano negli istituti penitenziari".
Allarme sicurezza nelle carceri: la denuncia dell'Osapp
L'episodio di Saluzzo si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nelle carceri italiane.
Il sindacato Osapp ha denunciato con forza come gli istituti penitenziari del distretto Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, così come numerosi altri a livello nazionale, siano diventati "luoghi sempre più pericolosi per il personale di polizia penitenziaria". Questa situazione di criticità diffusa richiede, secondo il sindacato, un intervento deciso e immediato.
Di fronte a questa escalation di violenza, Beneduci ha rivolto un appello urgente al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Le richieste sono chiare: "interventi immediati, maggiori garanzie per il personale e una gestione del circuito di Alta Sicurezza realmente adeguata al livello di pericolosità dei soggetti detenuti". L'Osapp ha ribadito con fermezza che non è più possibile attendere l'eventualità di una "tragedia" prima di adottare misure concrete e risolutive per la tutela degli operatori penitenziari.
Precedenti e criticità strutturali nell'istituto di Saluzzo
La casa di reclusione di Saluzzo non è purtroppo nuova a episodi di aggressione. Già nel maggio 2026, un altro agente della polizia penitenziaria era stato vittima di un attacco da parte di un detenuto nel reparto isolamento. In quell'occasione, l'agente aveva riportato lesioni al volto e una prognosi di dieci giorni. Il sindacato Osapp aveva prontamente denunciato le gravi carenze strutturali e organizzative del reparto, evidenziando la mancanza di adeguati sistemi di videosorveglianza e di dispositivi anti-aggressione.
La situazione in quel reparto era stata definita "non più sostenibile" per il personale, e il segretario Beneduci aveva richiesto un'ispezione urgente per accertare le reali condizioni di sicurezza.
Questi ripetuti episodi di violenza delineano un quadro di criticità crescente all'interno dell'istituto penitenziario di Saluzzo, sollecitando con urgenza le autorità competenti a intervenire per garantire una maggiore sicurezza sia al personale che opera quotidianamente nel carcere, sia agli stessi detenuti.