Il Veneto ha registrato il primo decesso dell'anno per West Nile. La vittima è un uomo di 84 anni, con patologie pregresse, il cui quadro clinico è peggiorato a causa dell’infezione. Ricoverato inizialmente in Medicina, l'uomo è stato successivamente trasferito in Neurologia a seguito della diagnosi e dell'aggravamento delle sue condizioni, dove è deceduto nella serata di domenica 16 agosto. L’Ulss 6 Euganea ha confermato che il decesso è riconducibile all’infezione virale.

Aumento dei casi nel Padovano

Nella provincia di Padova, si contano attualmente 37 casi di infezione da West Nile.

L'incremento delle infezioni negli ultimi quindici giorni è attribuito anche alle condizioni atmosferiche, come il caldo, l'aumento di umidità e le piogge. Tra questi, 12 casi presentano manifestazioni neurologiche, mentre gli altri sono prevalentemente febbrili. Il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 6 Euganea, Luca Sbrogiò, ha sottolineato l'aumento delle infezioni nella provincia.

Monitoraggio e diffusione del virus

L’Ulss 6 Euganea mantiene un monitoraggio costante sulla diffusione del virus West Nile, che ha visto un aumento dei casi a partire da aprile. Nelle due settimane precedenti al 25 luglio, erano stati registrati nove casi su un totale di undici complessivi, con due forme neuroinvasive.

Oltre ai contagi umani, è stato segnalato anche un cavallo gravemente infetto nella Bassa Padovana, sottoposto a specifici controlli veterinari e a un attento monitoraggio sanitario. Il virus è trasmesso principalmente dalla zanzara Culex e la sorveglianza epidemiologica include il controllo delle trappole per zanzare, indagini sui donatori di sangue e sugli uccelli deceduti.

L'area della Bassa Padovana risulta particolarmente esposta a causa del contesto rurale, della presenza di corsi d'acqua e della consuetudine a trascorrere tempo all'aria aperta, soprattutto per gli anziani e le persone fragili. Il dipartimento di prevenzione evidenzia l'importanza di adottare misure di protezione individuale.

Il monitoraggio prosegue anche per altre infezioni trasmesse da vettori, come il Toscana virus e l'encefalite da zecca, con un caso registrato per ciascuna infezione nella provincia.

Allerta per i virus di importazione

Un'ulteriore preoccupazione riguarda i virus di importazione, come Dengue e Chikungunya, la cui attenzione si intensifica con l'arrivo delle vacanze di agosto e i rientri da Paesi tropicali. Cinque casi di Dengue sono stati registrati dall'inizio dell'anno, tutti relativi a turisti di ritorno da tali aree. Entrambi i virus sono trasmessi dalla zanzara tigre, che può poi veicolare l'infezione da uomo a uomo.

L'attenzione è elevata anche per l'Ebola. La situazione in Congo è considerata molto grave, con oltre mille casi.

Il monitoraggio si concentra sulle persone che si muovono per missioni umanitarie, data la non turisticità delle zone colpite. A giugno, è stata gestita la quarantena di una cooperante nel Padovano che aveva assistito persone malate. La provincia, con il suo milione di abitanti, mantiene una costante vigilanza per prevenire la diffusione di queste minacce sanitarie.