La Sardegna, attraverso la Rete Palestina Anima Mundi, si unisce con determinazione alla giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina, un appuntamento cruciale fissato per il 10 ottobre 2026. A Cagliari, il capoluogo sardo, è stato delineato un articolato percorso di iniziative pubbliche che ha preso il via il 25 settembre 2026 con un presidio significativo e che culminerà con la grande manifestazione in piazza Costituzione. L'obiettivo primario di questa serie di eventi è richiamare con forza l'attenzione internazionale sulla delicata situazione in Palestina e promuovere attivamente il pieno rispetto del diritto internazionale.
Il calendario degli eventi a Cagliari
Il programma dettagliato degli appuntamenti, promosso e coordinato dagli organizzatori, prevede diverse tappe fondamentali distribuite tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre nel cuore del capoluogo sardo. Dopo il presidio inaugurale del 25 settembre 2026, un'iniziativa mirata a contestare il Ddl 1004 sull’antisemitismo, il 29 settembre 2026 si è tenuto un sit-in partecipato a Cagliari, arricchito dalla presenza e dal contributo di Emergency, svoltosi sotto lo slogan incisivo “contro il genocidio in Palestina”. Le attività proseguiranno il 4 ottobre 2026, alle ore 19, in piazza Yenne, un luogo simbolo, dove si terranno approfondite letture e dialoghi sul tema provocatorio “Palestina, Noi ci autodenunciamo”.
Il momento culminante di questa intensa mobilitazione è atteso per il 10 ottobre 2026, alle ore 16, in piazza Costituzione, dove si svolgerà la grande manifestazione cittadina, parte integrante della mobilitazione globale per la Palestina.
Le istanze della mobilitazione
Le richieste degli organizzatori, espresse attraverso la Rete Palestina Anima Mundi, sono chiare e mirano alla difesa del popolo palestinese. Al centro della mobilitazione vi è la ferma richiesta del rispetto del diritto internazionale, in particolare in relazione all'occupazione illegale della Palestina. L’appello lanciato include l’invito a “Solleviamoci contro ogni censura e contro ogni complicità”, sottolineando la necessità di un impegno collettivo.
Tra le principali istanze figurano la cessazione delle relazioni politiche, economiche e militari con Israele, l’introduzione di sanzioni e un embargo, oltre alla fine di ogni forma di complicità. Viene inoltre ribadita l'importanza della libertà di parola e della libertà di manifestazione per tutti, richiamando i principi delle costituzioni antifasciste.