Un autotrasportatore di nazionalità straniera è stato arrestato il 29 settembre 2026 a Madruzzo dai Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana. L'uomo è accusato di aver preso parte a una violenta aggressione contro un connazionale, avvenuta il 24 maggio 2026 in un parco pubblico di Trento. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento con il supporto dei Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria, rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini sul pestaggio e ha portato all'individuazione di un secondo presunto responsabile.

Il violento pestaggio nel parco di Trento

I fatti contestati risalgono al pomeriggio del 24 maggio 2026. In un parco pubblico di Trento, sotto gli occhi di numerose persone, inclusi donne e bambini, la vittima, un cittadino pakistano, sarebbe stata circondata e brutalmente colpita da sei individui. L'aggressione è stata perpetrata con calci, pugni, un tirapugni e un coltello, causando alla vittima gravi lesioni fisiche e un profondo trauma psicologico. L'uomo arrestato a Madruzzo è ritenuto uno dei partecipanti attivi a questa brutale aggressione, mentre le indagini proseguono per identificare gli altri membri del gruppo coinvolto nel pestaggio.

L'estorsione e lo sfruttamento del lavoro in nero

L'aggressione viene inquadrata dagli inquirenti come un atto di matrice estorsiva. La ricostruzione investigativa indica che il pestaggio aveva la chiara finalità di costringere la vittima a lavorare in nero durante i fine settimana, senza alcun giorno di riposo, per conto di un altro connazionale. Quest'ultimo, identificato come il presunto mandante dell'aggressione, era già stato tratto in arresto a Rovereto due mesi prima. Il suo fermo era avvenuto con l'accusa di intermediazione illecita, lesioni, estorsione e minaccia, finalizzate a costringere a commettere un reato. Il provvedimento di custodia cautelare eseguito il 29 settembre 2026 si inserisce, pertanto, nella medesima attività d'indagine relativa al violento pestaggio avvenuto a Trento.

Il primo arresto e il presunto caporalato

Un precedente arresto, avvenuto il 2 luglio 2026, aveva già portato in carcere Muhammad Suleman, un cittadino italiano di origini pakistane di 50 anni. L'uomo è sospettato di essere coinvolto in un presunto sistema di caporalato che operava tra i vigneti e i frutteti del Trentino. Gli inquirenti lo ritengono il mandante del pestaggio avvenuto nel parco di Trento, collegando così le due vicende in un quadro investigativo più ampio.