Un tentativo di introdurre materiale illecito all'interno della casa di reclusione di Aversa, in provincia di Caserta, è stato sventato dalla Polizia penitenziaria. L'episodio, avvenuto nella mattinata dell'11 settembre 2026, ha visto due individui intenti a lanciare oltre il muro di cinta una busta contenente un cospicuo numero di telefoni cellulari, tra cui mini cellulari e smartphone, oltre a schede SIM, cavi USB e caricabatterie. L'intervento tempestivo degli agenti ha permesso di bloccare una delle persone coinvolte, mentre la seconda è riuscita ad allontanarsi, sebbene sia stata riconosciuta come un ex detenuto dell'istituto.

Il materiale illecito destinato ai detenuti

Il pacco, se fosse stato lanciato con successo oltre il muro perimetrale della struttura, sarebbe finito nell'area destinata al passeggio, un luogo facilmente accessibile dove i detenuti avrebbero potuto recuperarlo e introdurlo all'interno dell'istituto penale. La busta conteneva un totale di nove telefoni, suddivisi tra quattro mini cellulari e cinque smartphone, accompagnati da tutti gli accessori indispensabili per il loro funzionamento e la ricarica. La presenza di otto schede SIM, otto cavi USB e quattro caricabatterie o prese elettriche evidenziava come il contenuto fosse un kit completo, pronto per l'utilizzo immediato all'interno del carcere.

L'operazione si è svolta nella mattinata dell'11 settembre 2026, in via Alfonso D'Aragona. Questa zona, adiacente al perimetro della casa di reclusione di Aversa, è strategicamente vicina allo spazio interno riservato al passeggio dei detenuti. La Polizia penitenziaria ha agito a seguito di una segnalazione ricevuta da personale in servizio in uno dei reparti interni. Gli agenti hanno immediatamente avviato un'attività di controllo e monitoraggio dell'esterno della struttura e dell'area perimetrale, al fine di intercettare eventuali attività sospette.

L'intervento della Polizia penitenziaria

Durante le operazioni di controllo, l'attenzione degli agenti è stata attratta da una Ford Focus di colore nero, parcheggiata nelle vicinanze del Centro Analisi Golia, con due persone a bordo.

Poco dopo, un uomo con il volto parzialmente coperto è sceso dal lato passeggero del veicolo, stringendo in mano una busta di colore bianco. L'individuo si è diretto con fare sospetto verso il muro dell'istituto, palesando l'intenzione di effettuare il lancio. L'intervento risolutivo degli agenti ha interrotto l'azione illecita. L'uomo, colto in flagrante, ha tentato una precipitosa fuga, abbandonando la busta a terra. La Polizia penitenziaria è riuscita a raggiungerlo e a bloccarlo, assicurandolo alla giustizia.

All'interno della busta, gli agenti hanno rinvenuto con precisione quattro mini cellulari, cinque smartphone, otto cavi USB, quattro prese o caricabatterie e otto schede SIM. La successiva perquisizione dell'autovettura ha portato al ritrovamento di ulteriori elementi, tra cui due marsupi, che si presume fossero collegati alle persone coinvolte nella vicenda. Tutto il materiale è stato immediatamente sequestrato e posto sotto la custodia delle autorità competenti per gli accertamenti del caso, nell'ambito delle indagini in corso.