A Bari, due donne sono state poste agli arresti domiciliari nell'ambito di una complessa inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica, focalizzata sull'occupazione abusiva di immobili destinati all'edilizia residenziale pubblica. Le misure cautelari hanno colpito Antonella Barbone, di 31 anni, e Marzia Carella, di 59 anni, legate da un rapporto di parentela come nuora e suocera. Le gravi accuse, contestate in concorso e a vario titolo, includono tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato. L'indagine, che ha portato a questi arresti, coinvolge complessivamente sei persone.

Il provvedimento cautelare, che ha disposto gli arresti, è stato emesso il 29 settembre 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Bari, il quale ha accolto parzialmente la richiesta avanzata dalla Procura. Le due donne arrestate sono ritenute dagli inquirenti vicine al clan Strisciuglio, un'associazione criminale nota sul territorio. L'intera attività investigativa è stata meticolosamente condotta dalla sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri, in stretta collaborazione con i militari della compagnia di Bari San Paolo. Questa operazione si inserisce nel più ampio quadro delle azioni di contrasto alle occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica presenti nel territorio barese, un fenomeno che le autorità stanno cercando di arginare con determinazione.

Gli sgomberi e la riassegnazione degli alloggi

Le complesse indagini che hanno portato agli attuali sviluppi hanno avuto inizio il 27 gennaio 2026. La data segna l'avvio delle investigazioni a seguito dello sgombero di diverse abitazioni situate nel quartiere San Pio. Tra gli immobili che sono stati liberati dalle occupazioni abusive, gli inquirenti hanno individuato due alloggi specifici. In questi appartamenti vivevano, senza possedere i requisiti legali per l'assegnazione, persone che le autorità ritengono essere legate al clan Strisciuglio. Nello specifico, si trattava del figlio della 59enne Marzia Carella e di sua moglie.

Successivamente, il 12 giugno 2026, dopo che gli alloggi erano stati dissequestrati e restituiti al Comune di Bari, si è proceduto alla loro riassegnazione.

Gli appartamenti sono stati assegnati, seguendo scrupolosamente la graduatoria stabilita, a due nuclei familiari di origine straniera. Tuttavia, durante la fase di insediamento di questi nuovi assegnatari, si sarebbero verificate una serie di episodi preoccupanti: proteste, intimidazioni e, in particolare, richieste di denaro. Queste ultime erano correlate a presunti lavori che sarebbero stati eseguiti all'interno degli immobili durante il precedente periodo di occupazione abusiva.

Le richieste economiche, di natura estorsiva, sarebbero state indirizzate direttamente ai nuovi inquilini, creando un clima di tensione e pressione. Gli investigatori hanno inoltre ipotizzato che, in caso di mancato pagamento delle somme richieste, la ritorsione paventata sarebbe consistita nel danneggiamento dell'abitazione assegnata.

È importante sottolineare che la contestazione delle accuse si riferisce specificamente alla fase successiva alla restituzione degli alloggi al Comune e alla loro conseguente e legittima assegnazione ai nuovi aventi diritto.

La devastazione dell'alloggio di via della Fratellanza

Solamente il 17 giugno 2026, a distanza di pochi giorni dalla consegna ufficiale delle chiavi ai legittimi assegnatari, i Carabinieri sono stati chiamati a intervenire nell'alloggio situato in via della Fratellanza. Al loro arrivo, i militari hanno potuto accertare la presenza di gravi danni all'interno dell'appartamento. Gli interni dell'immobile erano stati...