Tre uomini e una donna sono stati arrestati nel Sulcis Iglesiente dai carabinieri per l’omicidio di Marco Pusceddu, soccorritore del 118, ucciso a Buddusò, nel Sassarese, la notte del 7 agosto 2025. Pusceddu è stato colpito con quattro colpi di pistola al petto nella sede dell’associazione Intervol. L’inchiesta della Procura di Sassari indica come presunti mandanti l’ex fidanzata, Maria Cristina Falchi, 57 anni, di Iglesias, e il suo attuale compagno, Ramon Pirosu, 45 anni, di Carbonia, collega della vittima.

Insieme a Falchi e Pirosu, sono stati arrestati Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic, 26 anni, indicati come presunti esecutori.

Avrebbero ricevuto circa 15mila euro per eliminare Pusceddu. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari.

Il precedente agguato

Le indagini, coordinate dalla pm di Sassari Elisa Succu e svolte dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari e della Compagnia di Ozieri, con supporto di altri reparti, hanno collegato gli arrestati a un precedente tentativo di uccidere Pusceddu, avvenuto il 28 aprile 2025.

In quell'occasione, il volontario, originario di Portoscuso, era stato aggredito in una piazzola isolata a Flumentepido, nel territorio di Carbonia. Attirato con un pretesto, Pusceddu fu colpito alle spalle con una picozza mentre sostituiva uno pneumatico dell’auto di Ramon Pirosu.

Subì una frattura pluriframmentaria della teca cranica e lesioni gravissime che lo avevano reso inabile al lavoro fino a luglio 2025.

Le accuse e l’arma del delitto

Per gli inquirenti, i mandanti e gli esecutori dei due episodi – tentato omicidio e omicidio – sono le stesse persone. L’arma ritenuta usata per l'assassinio di Pusceddu, una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa, è stata recuperata a gennaio 2026.