Un macabro ritrovamento ha scosso San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova, martedì 8 settembre 2026. Il corpo senza vita di un uomo è stato rinvenuto all'interno di un'auto, una Fiat Bravo nera, finita nel fiume Tergola. La vittima, di sesso maschile, aveva le mani legate e si trovava nella parte posteriore della vettura, dietro i sedili, in una posizione che suggerisce un caricamento dal baule. L'allarme è scattato quando un automobilista ha notato la vettura affiorare dall'acqua.

Il veicolo, privo di targa, era immerso nel bacino del Tergola, descritto come affluente del Brenta.

All'interno dell'auto, il corpo era parzialmente occultato da parti di uno pneumatico, e altri due pneumatici sono stati trovati nell'abitacolo. Questi dettagli sono ora al vaglio degli investigatori per ricostruire l'accaduto.

Il ritrovamento e l'intervento delle autorità

L'intervento delle squadre di soccorso si è concentrato in via del Santo, al civico 69. I vigili del fuoco hanno recuperato il mezzo, riportandolo in superficie e sistemandolo lungo la strada per consentire i rilievi. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Cittadella e i militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Padova, affiancati dagli specialisti della scientifica.

Gli accertamenti sulla vettura e sul corpo sono stati immediatamente avviati.

L'identità e la nazionalità della vittima non sono state ancora accertate. Gli elementi cruciali per le indagini includono la posizione del cadavere nell'abitacolo, le mani legate, l'assenza della targa del veicolo e la presenza degli pneumatici all'interno dell'auto. Questi particolari delineano un quadro inquietante, su cui le forze dell'ordine stanno cercando di fare chiarezza.

Le prime ipotesi e le indagini in corso

Il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella, ha confermato che il veicolo è stato notato nelle prime ore della giornata. Il primo cittadino ha dichiarato che, sebbene si attendano gli accertamenti definitivi dell'autorità giudiziaria, l'ipotesi più probabile è quella di un omicidio con occultamento di cadavere.

Ha inoltre ribadito che la vettura era priva di targa, un dettaglio che complica l'identificazione e la ricostruzione della dinamica.

Gli investigatori sono ora impegnati nell'arduo compito di identificare la vittima e di ricostruire l'intera sequenza degli eventi che hanno portato al tragico ritrovamento. Il dato centrale rimane il rinvenimento del corpo legato all'interno della Fiat Bravo nera nel fiume Tergola, con il cadavere collocato nella zona posteriore dell'auto e parzialmente coperto da parti di pneumatico. La notizia della scoperta è stata diffusa l'8 settembre 2026.