Castel Boglione, il paese natale di Enzo Bianchi nell'Astigiano, ha ospitato il 3 settembre 2026 i solenni funerali del fondatore della Comunità monastica di Bose. Bianchi si è spento a Torino il 1° settembre 2026, all'età di 83 anni, lasciando un'eredità spirituale e culturale di grande rilievo. La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale locale, gremita di fedeli e di molte persone giunte appositamente nel piccolo centro, che conta meno di 600 abitanti. Questa massiccia affluenza ha testimoniato il profondo e duraturo legame che univa Enzo Bianchi al suo paese d'origine, un vincolo manifestatosi con sentita commozione nell'ultimo, toccante saluto.

Tra le numerose personalità presenti per rendere omaggio, spiccava Valentino Castellani, già sindaco di Torino, il quale ha condiviso un commovente ricordo personale di Bianchi. Il loro rapporto, ha spiegato Castellani, era nato e si era consolidato dopo una significativa visita a Bose, avvenuta nel periodo in cui ricopriva la carica di primo cittadino. Un legame rafforzato, ha aggiunto, dalle comuni radici contadine. Del carismatico fondatore della Comunità monastica di Bose, Castellani ha affermato con profonda stima: "mi è stato maestro in tante cose", evidenziandone la vasta influenza. Alla cerimonia ha partecipato anche Marco Arnolfo, vescovo di Vercelli, che ha rievocato la sua conoscenza di Bianchi fin dalla gioventù e ha sottolineato lo storico e indissolubile legame tra la diocesi di Vercelli e la comunità di Bose.

Il vescovo ha ribadito: "Vercelli ha sempre avuto una stretta relazione con Bose", rimarcando l'importanza di tale connessione.

L'eredità spirituale e il ruolo della Comunità di Bose

Nel toccante ricordo del vescovo Arnolfo è emersa con chiarezza anche la figura di don Cesare Massa, un sacerdote vercellese che ebbe un ruolo cruciale nell'indicare a fratel Enzo il luogo esatto dove, in seguito, sarebbe sorta la celebre comunità ecumenica. La Comunità monastica di Bose è stata richiamata più volte durante la sentita cerimonia come elemento cardine e centrale dell'intera biografia di Enzo Bianchi, evidenziando il suo instancabile ruolo di fondatore e la sua illuminata guida come priore, carica che ha ricoperto fino al 2017.

L'ultimo e commosso saluto ha riunito una comunità vasta e profondamente eterogenea, composta da persone di diverse generazioni e provenienze, che hanno condiviso momenti di abbracci e di profonda commozione all'interno della suggestiva chiesa parrocchiale, incastonata nel cuore della Langa astigiana.

Enzo Bianchi è stato indubbiamente un punto di riferimento spirituale e intellettuale per numerose generazioni, un monaco riconosciuto non solo per la sua profonda esperienza nel campo del biblismo, ma anche per aver fondato le influenti Edizioni Qiqajon. Nato nel 1943, negli ultimi anni della sua vita si era progressivamente ritirato dall'attività pubblica e dalle responsabilità dirette, anche a causa di sopraggiunti problemi di salute.

La sua figura rimarrà associata a un ruolo di guida, di ispirazione e di meditazione, in particolare attraverso l'esperienza unica di Bose, il suo significativo e apprezzato lavoro editoriale e il rapporto costante, mai interrotto, che ha mantenuto nel tempo con il suo amato paese d'origine, Castel Boglione.

La funzione funebre, iniziata puntualmente alle ore 16:30 del 3 settembre 2026, si è svolta come da programma nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione, ed è stata officiata dal parroco locale, che ha guidato i presenti in un momento di preghiera e ricordo.