In occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico, il commissario straordinario per il sisma 2016, Guido Castelli, ha evidenziato l'importanza strategica del vasto programma di edilizia scolastica avviato dalla Struttura commissariale. Questo ambizioso piano, che prevede circa 450 interventi, rappresenta un investimento complessivo di circa 1,4 miliardi di euro. Tali risorse sono dedicate alla ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici nelle quattro regioni del Centro Italia colpite dal terremoto: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Dalla città di Ancona, il 13 settembre 2026, Castelli ha rivolto un sentito augurio a studenti, dirigenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie, evidenziando il profondo significato che la ripartenza delle lezioni assume per le comunità duramente colpite dal sisma del 2016. Nel suo messaggio, Castelli ha dichiarato con forza: “Ricostruire le scuole significa ricostruire il futuro dell'Appennino”. Ha inoltre sottolineato come, nei territori feriti dal sisma, il suono della "prima campanella" sia un potente simbolo di una ricostruzione che va ben oltre la semplice riparazione degli edifici. Si tratta, infatti, di una rinascita che coinvolge attivamente le persone, le relazioni e il tessuto stesso dei territori, promuovendo un senso di comunità e speranza.

Il programma di ricostruzione scolastica: obiettivi e strumenti chiave

Il programma di interventi per l'edilizia scolastica non si limita esclusivamente ai Comuni inclusi nel cratere sismico, ma si estende con lungimiranza anche al di fuori dei suoi confini amministrativi. Questa scelta, come spiegato da Castelli, è dettata dalla priorità di garantire la sicurezza degli studenti, un obiettivo che non può essere circoscritto da delimitazioni territoriali. Un pilastro fondamentale di questa iniziativa è l'introduzione dell'Ordinanza speciale numero 31 del 2021. Questa normativa ha permesso di strutturare, attraverso l'accordo quadro, un programma specifico da circa 900 milioni di euro, dedicato alla riqualificazione e ricostruzione di 227 edifici scolastici.

L'accordo quadro si è dimostrato uno strumento cruciale, fornendo agli enti attuatori un sistema coordinato e snello. Questo include procedure semplificate, accesso a progettisti qualificati e impiego di imprese specializzate, accelerando l'avvio e l'esecuzione degli interventi. La finalità del programma è duplice: la riparazione dei danni causati dal terremoto e la creazione di una rete scolastica moderna e all'avanguardia. Le nuove strutture sono progettate per essere intrinsecamente più sicure, tecnologicamente moderne, pienamente accessibili e altamente efficienti, rispondendo così alle esigenze di un'istruzione contemporanea e proiettata nel futuro.

Ogni nuovo edificio scolastico è realizzato nel rispetto dei requisiti di sicurezza sismica, garantendo la massima protezione in caso di futuri eventi tellurici.

Parallelamente, le scuole sono costruite secondo lo standard nZEB (Nearly Zero Energy Building), che identifica edifici a alta prestazione energetica. Le nuove strutture avranno consumi energetici estremamente ridotti e saranno in grado di produrre autonomamente una parte dell'energia necessaria al loro funzionamento, promuovendo la sostenibilità ambientale e l'efficienza economica.

Esempi concreti di rinascita e progresso nelle Marche

Tra i "risultati già visibili" di questo imponente sforzo di ricostruzione, Castelli ha voluto mettere in luce alcuni esempi emblematici, segni concreti di ripartenza, situati nelle Marche. Ha citato l'Istituto “Ugo Betti” di Camerino, simbolo di rinascita per la comunità locale.

Altri esempi includono il nuovo ITTS “Eustachio Divini” di San Severino Marche e la scuola “Cagnucci” di Ascoli Piceno. Queste realizzazioni testimoniano la concretezza del piano di ricostruzione e incarnano la speranza e la determinazione delle comunità colpite nel guardare al futuro con rinnovata fiducia, grazie a infrastrutture educative all'avanguardia, sicure e sostenibili.