Ha preso il via a Palermo il processo per corruzione che vede imputata Elvira Amata, attuale assessora al Turismo della Regione Siciliana ed esponente di Fratelli d’Italia. L'udienza inaugurale, tenutasi il 7 settembre 2026 davanti alla terza sezione del Tribunale, ha segnato l'inizio del procedimento giudiziario a carico dell'assessora, presente in aula per l'occasione. La sessione è stata di breve durata, concentrandosi principalmente sul deposito delle liste dei testimoni da parte dell'accusa e della difesa. Il presidente del collegio giudicante, Fabrizio La Cascia, ha già provveduto a calendarizzare le prossime tappe del dibattimento, fissando il rinvio al 12 ottobre 2026 e indicando le udienze successive a partire dal 13 gennaio 2027.
Le testimonianze chiave e il rinvio processuale
Nel corso della prima udienza preliminare, i legali che assistono l'assessora Amata, gli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, hanno depositato la propria lista di testimoni. Tra i nomi di spicco figura anche quello del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. È importante sottolineare che, in questa fase iniziale del processo, non è stata avanzata alcuna richiesta di costituzione di parte civile. L'udienza ha dunque avuto un carattere essenzialmente procedurale, con la formalizzazione degli atti necessari per l'avanzamento del dibattimento e la definizione delle date per le future convocazioni del collegio giudicante.
Le accuse mosse dalla Procura di Palermo nei confronti di Elvira Amata si concentrano sull'ipotesi che l'assessora abbia ricevuto una serie di favori da Marcella Cannariato, legale rappresentante della società A&C Broker Srl.
Tali favori includerebbero l'assunzione del nipote dell'assessora e il pagamento delle spese relative all'alloggio del giovane durante il periodo in cui ha prestato servizio a Palermo. Secondo la ricostruzione accusatoria, il presunto legame tra questi favori personali e l'esercizio delle funzioni istituzionali dell'assessora costituisce il fulcro dell'imputazione per corruzione.
Il presunto finanziamento in cambio di favori
Il quadro accusatorio si completa con l'ipotesi che, in cambio dei benefici ricevuti, l'assessora Amata avrebbe favorito un finanziamento di 30 mila euro destinato alla manifestazione "Donna, economia e potere". Questo evento era promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, di cui Marcella Cannariato ricopriva il ruolo di rappresentante regionale.
La stessa Cannariato, già coinvolta nella vicenda, è stata in precedenza condannata a due anni e sei mesi di reclusione. La Procura ritiene che esista una chiara correlazione tra l'assunzione del nipote, le spese di soggiorno sostenute e il finanziamento pubblico concesso alla manifestazione, elementi che saranno oggetto di approfondita analisi e dibattimento nel corso delle prossime fasi processuali.
Ulteriori dettagli emersi sull'origine della vicenda specificano che il nipote dell'assessora, identificato come Tommaso Paolucci, sarebbe stato impiegato presso la società di Cannariato per un periodo compreso tra il 26 settembre 2023 e marzo 2024. Le spese di soggiorno contestate, relative all'alloggio presso la struttura Leone Suite B&B, ammontano a una cifra significativa, contribuendo a delineare il contesto dei presunti favori ricevuti. Questi aspetti saranno cruciali per la definizione del quadro probatorio nel corso del dibattimento.