La torre di Palazzo Fienga, storico fortino del clan Gionta a Torre Annunziata, è stata demolita il 9 settembre 2026. L’immobile, confiscato alla criminalità organizzata, era considerato un simbolo del potere del sodalizio camorristico nel territorio oplontino. La notizia, diffusa da Napoli alle 15:51, è stata comunicata dal prefetto di Napoli Michele di Bari, che ha definito l’intervento come un ripristino della legalità e una chiara vittoria dello Stato contro il potere della camorra.
L'abbattimento del simbolo criminale
La caduta della torre rappresenta un passaggio cruciale all’interno di una più ampia operazione di abbattimento dell’intero compendio immobiliare.
L’intervento sull’immobile, precedentemente confiscato alla criminalità, ha preso il via il 9 aprile 2026 e sta procedendo in linea con il cronoprogramma temporale stabilito per la demolizione completa del complesso. Le delicate e complesse attività di abbattimento sono state eseguite con precisione dal 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano, unità specializzata impegnata direttamente sul cantiere.
Il programma dettagliato dell’intervento è stato predisposto e curato dalla Struttura tecnica per la progettazione dell’Agenzia del Demanio. Il coordinamento generale e l’attuazione delle procedure straordinarie, derogatorie e speditive sono stati affidati al commissario prefetto Giuseppe Priolo, che si è insediato nella sua funzione il 27 gennaio 2026.
Tali procedure sono state adottate per garantire la massima efficacia e rapidità nell'ambito dell'intervento programmato per la demolizione definitiva del compendio immobiliare.
Il fronte comune delle istituzioni
Il prefetto Michele di Bari ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i soggetti istituzionali che hanno attivamente partecipato e dato un impulso fondamentale alla realizzazione di questo importante progetto. Tra le figure e gli enti menzionati figurano il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, i procuratori della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri e di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, il commissario straordinario Giuseppe Priolo, la direttrice dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Maria Rosaria Laganà, il direttore dell’Agenzia del Demanio, il Provveditore alle Opere Pubbliche, le Forze dell’ordine e il Genio Militare.
Un ruolo di particolare rilievo nel dispositivo operativo è stato svolto dal 21° Genio Guastatori, sotto il comando del colonnello Romano Ventura. Questa struttura militare ha condotto le operazioni in un contesto caratterizzato da molteplici difficoltà di ordine ambientale, tecnico e strutturale, superandole con professionalità e determinazione, contribuendo in modo decisivo al successo dell'intervento.