L'avvocato Francesco Petruzzi, legale di una coppia di Napoli, ha sollevato serie preoccupazioni riguardo alla cartella clinica consegnata dall'ospedale San Paolo della città. La documentazione, relativa a una bambina nata tramite fecondazione in vitro, presenterebbe gravi carenze di compilazione. La vicenda è emersa dopo che esami del DNA hanno rivelato che la piccola non è geneticamente figlia della coppia. La questione centrale ruota attorno alla richiesta e alla successiva consegna della documentazione sanitaria, avvenuta via PEC dopo un iniziale diniego.

Petruzzi ha sottolineato la presunta "compilazione gravemente inadempiente" della cartella clinica, ricevuta in anticipo rispetto alle previsioni. Questa dichiarazione si inserisce nel contesto della delicata situazione che vede protagonista la coppia napoletana. Dopo aver intrapreso un percorso di fecondazione in vitro, i due genitori si sono trovati di fronte alla sconcertante scoperta che la bambina, venuta al mondo grazie a tale procedura, non condivide il loro patrimonio genetico.

La complessa richiesta della documentazione

La vicenda della cartella clinica ha avuto un iter travagliato. Nei giorni precedenti, il padre della bambina si era recato personalmente all'ospedale San Paolo di Napoli con l'intento di ottenere la documentazione.

In quell'occasione, tuttavia, si è scontrato con un nuovo diniego alla consegna. Di fronte a tale ostacolo, l'uomo ha ritenuto necessario richiedere l'intervento della Polizia di Stato e del proprio legale, l'avvocato Petruzzi.

Solo dopo l'intervento congiunto delle forze dell'ordine e del rappresentante legale, è stata ottenuta la promessa che la cartella clinica sarebbe stata consegnata entro il 18 settembre 2026. Tuttavia, la documentazione è giunta inaspettatamente prima della data stabilita: la sera precedente alle dichiarazioni dell'avvocato, la cartella clinica è stata inviata al legale tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo anticipo ha modificato il calendario inizialmente comunicato alla famiglia, che attendeva la consegna per la metà di settembre.

Il contenuto della documentazione, come evidenziato dal legale, è caratterizzato da una compilazione definita gravemente inadempiente, un aspetto che alimenta ulteriormente le preoccupazioni della coppia.

Il centro di Procreazione Medicalmente Assistita al San Paolo

L'ospedale San Paolo di Napoli è un presidio sanitario che ospita, tra i suoi servizi, un centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Questo centro è attivo al secondo piano dell'Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia, come indicato nei servizi dell'ASL Napoli 1 Centro. L'accesso alle prestazioni offerte dal centro di PMA avviene attraverso una procedura standardizzata, che prevede la prenotazione tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP), la presentazione di una ricetta medica e il pagamento del ticket di competenza. La presenza di un tale centro all'interno della struttura ospedaliera è un elemento chiave nel contesto della vicenda che ha coinvolto la coppia e la nascita della loro bambina.