In Emilia-Romagna, la sperimentazione relativa all'apertura anticipata delle scuole primarie ha registrato un bilancio estremamente positivo, con un'adesione significativa. Complessivamente, 8.005 bambini hanno partecipato alle attività proposte, su un totale di 8.300 posti attivati. Il successo di questa iniziativa è stato illustrato a Bologna il 10 settembre 2026 dall'assessora regionale alla scuola, Isabella Conti, affiancata dal presidente della Regione, Michele de Pascale. Il progetto, inaugurato quest'anno nella regione, ha offerto un programma di attività extrascolastiche volontarie, svoltesi tra il 31 agosto e il 15 settembre, e ha generato un totale di 9.253 domande di iscrizione da parte delle famiglie.

L'assessora Conti ha sottolineato con enfasi l'elevatissima percentuale di adesione effettiva tra le famiglie che avevano manifestato interesse. “La sperimentazione è andata molto bene: avevamo ricevuto 9.253 domande, i posti attivati erano complessivamente 8.300 e 8.005 sono i partecipanti che hanno usufruito del servizio”, ha dichiarato. Ha inoltre evidenziato come il 99,6% delle famiglie che avevano iscritto i propri figli li abbia poi effettivamente accompagnati alle attività, un dato particolarmente rilevante considerando che non era prevista una compartecipazione economica come impegno per la frequenza.

Dettagli e numeri chiave della sperimentazione

Il progetto ha coinvolto un'ampia rete territoriale, includendo 40 Comuni, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie distribuite in tutta la regione.

La proposta centrale consisteva nell'offerta di attività extrascolastiche gratuite e su base volontaria all'interno delle scuole primarie, con l'obiettivo primario di fornire un valido servizio di supporto alle famiglie nel periodo precedente l'avvio ordinario dell'anno scolastico. Per una valutazione approfondita e una futura revisione del progetto, la Regione ha annunciato la diffusione di un questionario online, disponibile a partire da metà settembre e rivolto direttamente alle famiglie, con l'intento di raccogliere feedback su eventuali criticità riscontrate e sull'esperienza complessiva di partecipazione.

Per quanto riguarda la città di Bologna, l'interesse è stato particolarmente marcato, con un totale di 1.742 domande di iscrizione presentate.

I bambini che hanno frequentato le attività sono stati 1.323, a fronte di 1.330 posti complessivamente disponibili. Guardando al futuro, la Regione ha già delineato un percorso chiaro: l'intenzione è quella di rendere il progetto strutturale a partire dal 2027, estendendone l'applicazione a tutti i Comuni dell'Emilia-Romagna. Le informazioni dettagliate per le famiglie riguardo a questa estensione saranno rese disponibili già dal mese di marzo. L'assessora Conti ha specificato che l'ampliamento del progetto comporterà un incremento delle risorse dedicate, l'eventuale estensione delle attività anche ai pomeriggi, l'introduzione di una compartecipazione per il servizio pranzo e un significativo allargamento della platea dei beneficiari.

Investimenti e organizzazione del programma

La sperimentazione regionale è stata sostenuta finanziariamente con un investimento complessivo di 3 milioni di euro. Queste risorse, di provenienza regionale, sono state assegnate attraverso una specifica manifestazione d'interesse. L'organizzazione pratica e la gestione delle diverse attività sono state affidate ai singoli Comuni coinvolti, i quali hanno operato in stretta collaborazione con enti locali, associazioni presenti sul territorio e gli istituti scolastici che hanno ospitato il programma. La partecipazione al progetto era interamente su base volontaria e le is