L'assistente sociale Veruska D’Angelo, figura centrale nella complessa vicenda della cosiddetta "famiglia nel bosco" di Palmoli, non è stata sostituita dal suo incarico. A chiarirlo è il suo legale, l'avvocato Luca Bauccio, che ha categoricamente smentito le voci di un suo allontanamento. Secondo quanto dichiarato da Bauccio, D’Angelo "non è stata sostituita e finché qualcuno non la toglierà è ancora assegnata all'incarico". Questa precisazione giunge in risposta alle speculazioni riguardanti la presenza di nuove figure professionali all'interno del gruppo di lavoro che segue il delicato caso.

Il legale ha sottolineato che non si è trattato di una sostituzione, bensì di un significativo ampliamento dell'équipe dedicata alla famiglia anglo-australiana e ai loro tre figli, allontanati dal nucleo familiare. L'intervento ha visto l'implementazione del team con l'aggiunta di ulteriori professionisti, tra cui specialisti psicologi, per garantire un supporto più ampio e multidisciplinare. La vicenda, che continua a tenere banco a Palmoli, vede dunque un rafforzamento delle risorse impiegate, senza che ciò implichi un demansionamento o una rimozione dell'assistente sociale D'Angelo.

Il Procedimento Disciplinare e la Difesa dell'Operato

L'avvocato Bauccio ha inoltre affrontato la questione del procedimento disciplinare avviato presso l'Ordine professionale degli assistenti sociali.

Il legale ha inquadrato tale procedimento come un'opportunità cruciale per documentare in modo esaustivo l'operato di Veruska D’Angelo e per ricostruire, attraverso una dettagliata produzione di memorie difensive, tutti i passaggi della complessa vicenda. Un'audizione preliminare davanti al Consiglio di disciplina si è già tenuta lo scorso 18 luglio, fornendo un primo momento di confronto.

La prossima tappa di questo iter è un'udienza fissata per il 14 dicembre 2026. In tale occasione, la difesa intende presentare ulteriore documentazione a supporto delle azioni intraprese da D’Angelo. Bauccio ha ribadito la ferma convinzione della correttezza dell'operato dell'assistente sociale, affermando che la difesa ha già prodotto memorie significative e non nutre timori riguardo alla decisione finale del Consiglio di disciplina.

L'obiettivo è dimostrare la piena legittimità e professionalità delle scelte compiute nel corso della gestione del caso della famiglia nel bosco.

L'Affiancamento Professionale e i Punti Chiave della Replica

Nel contesto della replica fornita dal legale, è stato evidenziato l'ingresso nel gruppo di lavoro della collega Giuseppina Tittaferrante, insieme ad altre nuove figure professionali. Questo inserimento di nuovi assistenti sociali e psicologi è stato chiaramente presentato come un affiancamento, volto a rafforzare l'équipe senza configurarsi come un allontanamento di D’Angelo dal suo incarico. La posizione dell'assistente sociale, come descritto dal suo avvocato, rimane dunque quella di un professionista pienamente assegnato e attivo nella gestione del caso.

La replica dell'avvocato Bauccio ha toccato anche altri punti salienti legati al procedimento disciplinare e alle contestazioni mosse. Tra gli argomenti affrontati, emerge il delicato tema del sospetto avvelenamento dei tre bambini, una delle questioni più controverse e dibattute relative alla vicenda della famiglia di Palmoli. L'avvocato ha fornito chiarimenti in merito, inserendo questa discussione nel più ampio contesto della difesa dell'integrità professionale di Veruska D'Angelo.