Un idrovolante si è ribaltato nelle acque del lago artificiale di Montedoglio, un invaso situato nel comune di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. L'incidente si è verificato nella mattinata di domenica 6 settembre 2026, precisamente intorno alle 10:30, creando momenti di apprensione. A bordo del velivolo si trovava un pilota di 52 anni, originario di Cremona, che ha dimostrato grande prontezza, riuscendo a uscire autonomamente dalla cabina e rimanendo fortunatamente illeso. L'aereo era parte integrante del Gidro 2026, il prestigioso Giro d’Italia in idrovolante, e aveva da poco lasciato il campo volo di Sansepolcro per raggiungere lo specchio d'acqua dell'invaso.

L’episodio ha avuto luogo nella zona conosciuta come Madonnuccia, un punto specifico del lago dove è allestito l'attracco per i velivoli. Il ribaltamento si è verificato durante la delicata e complessa fase di ammaraggio, portando l'idrovolante a finire parzialmente inabissato nelle acque. Nonostante la spettacolarità della scena, il pilota, descritto come esperto, non ha riportato alcuna conseguenza fisica, riuscendo a liberarsi dalla cabina in totale autonomia subito dopo il rovesciamento del mezzo aereo.

La dinamica del ribaltamento e le prime ipotesi

Le prime indicazioni sulla dinamica dell'incidente, fornite dai portavoce della manifestazione, suggeriscono un problema tecnico insorto proprio nel corso dell'ammaraggio.

In particolare, si ipotizza un'avaria al compressore del carrello delle ruote. Questo malfunzionamento cruciale avrebbe compromesso la corretta assetto dell'idrovolante, impedendogli di assumere una posizione stabile e sicura durante la fase di planata sulla superficie dell'acqua.

La ricostruzione preliminare degli eventi indica che l'aereo avrebbe toccato la superficie lacustre con la parte anteriore in una maniera non prevista, e il ruotino, anziché rientrare o ammortizzare l'impatto, avrebbe agito come un perno. Tale circostanza avrebbe innescato il repentino ribaltamento del velivolo. È importante sottolineare che queste informazioni rappresentano la fase iniziale degli accertamenti volti a chiarire ogni dettaglio dell'accaduto.

Successivamente all'incidente, le operazioni si sono concentrate anche sul complesso recupero dell'idrovolante dalle acque dell'invaso, un'attività che richiede specifiche competenze tecniche.

Il Gidro 2026: un evento di richiamo internazionale

Il velivolo coinvolto era attivamente impegnato nelle attività della seconda edizione del Gidro 2026, una manifestazione di grande risonanza dedicata agli idrovolanti, conosciuta anche come il Giro d’Italia in idrovolante. L'evento ha preso il via nella suggestiva cornice dell'Aretino, con partenza da Sansepolcro, e la tappa sul lago di Montedoglio era stata programmata per includere una serie di voli dimostrativi e ammaraggi. La rassegna vede la partecipazione di numerosi velivoli anfibi, provenienti non solo da diverse regioni italiane, ma anche dalla Svizzera, confermando il carattere internazionale e l'ampio richiamo dell'iniziativa.

Il lago di Montedoglio, un vasto invaso artificiale che caratterizza l'area di Pieve Santo Stefano, rappresenta un sito ideale e un punto focale per lo svolgimento di questo genere di attività aeree. La specifica zona di Madonnuccia è dotata di un punto di attracco essenziale, utilizzato per tutte le operazioni che si svolgono sullo specchio d'acqua. L'incidente, pur spettacolare nella sua dinamica, si è inserito in una giornata interamente dedicata agli ammaraggi nell'ambito della manifestazione, e si è concluso, fortunatamente, senza alcun ferito tra le persone coinvolte, permettendo di tirare un sospiro di sollievo.