La Questura di Bologna ha aggiornato a 26 il numero delle persone denunciate alla Procura per gli scontri avvenuti la sera del 20 luglio 2026 nel centro storico, durante le proteste seguite alla morte di Abderrahim Fakir. Il bilancio iniziale indicava 11 denunce, tra cui un arresto in flagranza; grazie all’analisi di materiale video, gli investigatori hanno identificato altre 15 persone. Le accuse includono devastazione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lancio di oggetti in manifestazioni pubbliche e travisamento.

Nel corso degli episodi di violenza, 64 operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti.

I danni materiali registrati sono significativi: sei mezzi della Polizia danneggiati, vetrine di negozi e banche distrutte, e altre strutture nel cuore di Bologna. Oltre alle denunce penali, sono state emesse due sanzioni amministrative e quattro provvedimenti di divieto di accesso a luoghi urbani (Dacur).

Le indagini e le nuove identificazioni

Gli accertamenti investigativi si sono concentrati sull'esame di numerose immagini e video raccolti dopo i disordini, permettendo di individuare ulteriori responsabili e formalizzare nuove denunce. Le contestazioni a vario titolo comprendono resistenza aggravata, danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, travisamento e devastazione. Le prime 11 denunce erano state formalizzate subito dopo i fatti, le successive 15 sono il risultato dell'analisi dei filmati e delle identificazioni.

Circa 150 persone sono state sottoposte a verifica investigativa. Un manifestante era stato arrestato in flagranza per il lancio di bottiglie, pietre e altri oggetti contro gli agenti; per lui è stato disposto anche il Dacur. Altri due partecipanti hanno ricevuto sanzioni per violazioni delle normative sulle manifestazioni pubbliche.

I luoghi degli scontri e i danni registrati

Gli scontri del 20 luglio si sono concentrati in diverse zone del centro di Bologna, tra piazza Roosevelt, via Venezian, via della Zecca e via Ugo Bassi. In queste aree, i danni sono stati estesi, colpendo negozi, banche, mezzi della Polizia e strutture pubbliche. Sono stati segnalati anche cassonetti distrutti, due veicoli incendiati e decine di biciclette divelte, molte delle quali utilizzate per erigere barricate.