A Reggio Calabria, in data 7 settembre 2026, si è conclusa la perizia tecnica sugli otto container giunti nei mesi precedenti presso il porto di Gioia Tauro. Gli accertamenti non hanno rilevato alcun "contenuto di rilievo penale", sciogliendo così i dubbi sulla natura del carico. I container erano stati bloccati e sottoposti a un'accurata ispezione congiunta da parte della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle Dogane, a seguito del sospetto che potessero contenere materiale bellico destinato a Israele. Dopo l'esito favorevole delle verifiche, il carico ha ripreso il suo viaggio verso la destinazione finale.
La vicenda ha avuto inizio con l'arrivo di container provenienti dall'India e diretti a Israele. Il carico era composto da barre d'acciaio, sia quadrate che tonde, la cui conformazione e il potenziale utilizzo avevano alimentato una significativa polemica riguardo al loro transito dallo scalo calabrese. La somiglianza delle barre con materiale impiegato nella fabbricazione di armamenti aveva, infatti, generato le preoccupazioni iniziali che hanno condotto al blocco della merce e ai successivi accertamenti tecnici sul contenuto dei container.
Gli accertamenti sul carico e le polemiche
La questione era emersa a seguito di un'inchiesta giornalistica, successivamente rilanciata dal movimento Bds e dalle organizzazioni sindacali Usb e Orsa.
Queste avevano segnalato il possibile passaggio da Gioia Tauro di quello che definivano "materiale bellico" con destinazione Israele. Già nei mesi scorsi, era stato chiarito che le barre d'acciaio non erano destinate direttamente a una fabbrica di armi, come inizialmente ipotizzato, bensì a un'agenzia di intermediazione. Tale agenzia, identificata nei documenti di carico come Banyan Group international, è nota per le sue attività nei collegamenti commerciali tra l'India e Israele.
Il dubbio persistente che la destinazione dichiarata potesse in realtà celare un transito di materiali di armamento dall'Italia ha spinto la Procura di Palmi, la Guardia di finanza e l'Agenzia delle Dogane a disporre una perizia tecnica approfondita sul materiale.
L'esito di tale perizia ha escluso la presenza di un carico sospetto che avrebbe richiesto un'autorizzazione specifica al transito, come previsto dalla legge 185/90. Questa valutazione è stata determinante per la decisione finale di consentire la ripartenza del carico verso la sua destinazione in Israele.
Il quadro normativo: la legge 185/90
La legge 9 luglio 1990, n. 185, rappresenta il riferimento normativo in materia di controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. La sua pubblicazione avvenne nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 14 luglio 1990. Questa legislazione è fondamentale per regolamentare il commercio internazionale di tali beni, garantendo la conformità alle disposizioni nazionali e internazionali. Nel caso specifico dei container di Gioia Tauro, l'applicazione di questa legge era stata invocata per determinare la necessità di autorizzazione al transito del carico.