Una perquisizione è stata eseguita nello studio di Gianni Di Vita a Pietracatella, padre e marito delle due donne decedute per avvelenamento da ricina lo scorso dicembre. Gli agenti della squadra mobile di Campobasso, guidati da Marco Graziano, hanno fatto ingresso nell'ufficio del commercialista, situato strategicamente di fronte all'abitazione familiare dove Sara e Antonella Di Ielsi persero la vita nei giorni a ridosso del Natale. L'evento rientra nel fascicolo per duplice omicidio aperto dalla Procura di Larino, che al momento non registra indagati.
L'intervento investigativo a Pietracatella
L'operazione si è concentrata sullo studio professionale di Gianni Di Vita a Pietracatella, un luogo la cui posizione è ritenuta cruciale: si trova, infatti, proprio davanti alla casa di famiglia in cui si consumò il tragico avvelenamento di Sara e Antonella Di Ielsi con la ricina. Gli investigatori della squadra mobile di Campobasso hanno condotto un'accurata attività di ricerca all'interno dei locali, con l'obiettivo di raccogliere elementi utili alle indagini. È stato ribadito che, in relazione a questa perquisizione, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati nel fascicolo della Procura di Larino per duplice omicidio, né sono stati segnalati altri provvedimenti personali.
Accertamenti tecnici su computer e chiavette USB
Nel contesto dell'inchiesta sul duplice omicidio premeditato di Pietracatella, a Campobasso sono stati svolti accertamenti tecnici irripetibili su materiale sequestrato il 31 luglio scorso, proveniente sempre dallo studio di Gianni Di Vita. Il materiale sotto esame comprende un computer e dieci pennette USB, dispositivi considerati potenzialmente cruciali per l'indagine. I dati contenuti in questi supporti elettronici sono attualmente in fase di estrazione, copia e analisi approfondita da parte del Servizio Centrale Operativo della Polizia.
L'obiettivo primario di questi accertamenti tecnici è individuare informazioni che possano chiarire rapporti, relazioni e, in particolare, eventuali collegamenti con ricerche effettuate su internet finalizzate al reperimento della ricina.
Per completare l'analisi di tutto il materiale è stato stimato un periodo di sessanta giorni. Questo complesso lavoro investigativo si inserisce nel quadro delle indagini che vedono lo studio professionale di Di Vita come un punto focale.