Un'importante operazione dei Carabinieri ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per sette persone, di età compresa tra i 21 e i 44 anni, tutte domiciliate tra Stornara e Orta Nova, in provincia di Foggia. L'intervento è avvenuto il 30 settembre 2026 e ha colpito un presunto sodalizio criminale accusato, a vario titolo, di gravi reati. Tra le contestazioni spiccano la detenzione e lo spaccio di rilevanti quantitativi di cocaina e hashish, l'estorsione e la tentata estorsione, aggravate dall'uso di violenza e dalla partecipazione di più persone.

A queste si aggiungono la fabbricazione, la detenzione e il porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi artigianali, noti come "marmotte".

I destinatari del provvedimento risiedono nei comuni dei Cinque Reali Siti, specificamente tra Stornara e Orta Nova. Un dettaglio significativo emerso è che uno degli indagati si trovava già recluso nel carcere di San Vittore a Milano. Era stato fermato, insieme a un 25enne di Orta Nova, appena un giorno prima dell'esecuzione dell'ordinanza, dopo essere stato sorpreso nei pressi di uno sportello bancomat in possesso di 11mila euro in banconote, alcune delle quali presentavano evidenti macchie.

Le indagini: dalla richiesta estorsiva al traffico di droga

L'inchiesta che ha condotto a questi arresti è stata avviata nel dicembre 2025 e si è conclusa nell'aprile 2026.

Il punto di partenza delle investigazioni è stato una specifica richiesta estorsiva. Questa era stata rivolta a due fratelli con l'obiettivo di recuperare il pagamento di un quantitativo di droga precedentemente ceduto a credito. Il quadro investigativo completo è stato illustrato durante una conferenza stampa tenutasi presso la procura di Foggia, evidenziando la complessità e l'ampiezza delle attività illecite scoperte.

Partendo da questo episodio iniziale, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire un'articolata attività di spaccio di stupefacenti che si estendeva nei comuni dei Cinque Reali Siti, coinvolgendo in particolare Stornara, Stornarella, Orta Nova e Carapelle. La gestione di questa rete di distribuzione della droga è stata attribuita, in concorso, a due degli indagati.

Le dinamiche del gruppo prevedevano un metodo di recupero crediti particolarmente brutale: in caso di ritardi o mancati pagamenti delle somme pattuite, entrava in gioco un sistema definito "feroce e sistematico", caratterizzato da una violenza verbale e fisica inaudita.

Violenze, minacce e ordigni per assalti agli sportelli ATM

Le attività tecniche condotte durante le indagini hanno documentato in modo dettagliato una serie di spedizioni punitive, aggressioni e intimidazioni. Il materiale investigativo raccolto include prove di minacce esplicite di mutilazioni, segregazione domiciliare e gravi lesioni personali, a dimostrazione della brutalità impiegata dal gruppo. Le sostanze stupefacenti venivano cedute anche senza un pagamento immediato, sia a pusher che si occupavano della vendita al dettaglio, sia direttamente a consumatori finali.

Ai debiti originari, inoltre, venivano aggiunti interessi usurari, aggravando ulteriormente la posizione dei debitori.

Le indagini hanno altresì accertato la disponibilità, da parte del gruppo, di ordigni esplosivi artigianali del tipo "marmotta". Questi dispositivi erano destinati a essere utilizzati per assalti a sportelli bancomat (ATM). È emerso anche che il gruppo aveva contatti per possibili colpi e azioni criminali simili in altre aree, inclusa la zona di Acerra, nel Napoletano, indicando una potenziale estensione delle loro attività illecite oltre i confini provinciali.